Rinascita

Notte buia di novembre. 3.30 a.m. Sono i giorni dell’alluvione e lassù in montagna piove e c’è la nebbia fitta. Niente luna, niente stelle. È la notte di un giorno mistico per alcuni, un semplice venerdì per gli altri. È la notte dell’undici undici duemilaundici. Comunque sia, la notte di una lunga giornata di lavoro in ristorante per la ragazza che verso le 3.25 a.m accende il pandino bianco e imbocca la stradina che passa a destra della chiesetta del paese. C’è soltanto 1 km fino a casa, poca cosa.

Ma stasera la ragazza non ci arriverà, a casa. A un certo punto la macchina invade il senso contrario della carreggiata e finisce in un burrone di almeno 10 metri di altezza. Fa qualche capogiro e si ferma in bilico con un altro dislivello, quasi per precipitare ancora. Il pandino rimane lì e la ragazza, in uno stato de semicoscienza, esce dalla macchina. Non ricorda né ricorderà niente, nessuno si spiega né si spiegerà come, ma esce. L’istinto di sopravvivenza nel suo stato più puro.

Passerano alcune ore. Cinque, concretamente. La natura mi cullerà. Il mio corpo raggiungerà i 29 gradi, l’affare viene tecnicamente chiamato stato di ipotermia. Si faranno le 8.30 a.m di una mattina piovosa di novembre. Il principe che abita con me si sveglierà e vedrà che non sono rientrata in casa dopo il lavoro. Prenderà la bici e rifarà la strada indietro. Vedrà il pandino, e poi a me, fuori. Capirà in fretta che mi son fatta male, molto male.

I rinforzi non si fanno aspettare. Le sirene svegliano tutto il paese.

Vi risparmio una parte della storia. Quella fatta di ospedali, interventi chirurgici, coma farmacologico, tubi, morfina, altre droghe necessarie, sonno forzato. Demoni in forma di dolore. Conosco questo demone da vicino; ci lotto, ci parlo, quasi quasi mi abbatte. Ma non può, perché ci sono anche angeli. Angeli vicini vestiti di dottori ed infermieri. Angeli un po’ più lontani che si avvicinano all’ospedale e danno un’indispensabile supporto al principe. Angeli ancora più lontani che mandano pensieri ed energie capaci di attraversare la Francia e anche le Alpi ed arrivare in ospedale. Angeli che appena mi conoscono e scrivono un “Marina, ti aspettiamo”, in un momento per me cruciale, su un buon giornale online.

Il forzato letargo dura 17 giorni.

Dopo, rinasco. Apro gli occhi e rinasco.

Ci ho messo parecchi parrafi (e parecchio tempo…) per mettervi in situazione, ma in realtà è proprio di questo che volevo parlarvi. Della rinascita. Della mia, e della vostra. Della capacità che abbiamo -tutti noi- di ricominciare da capo. Io sto reimparando a fare le cose che avevo imparato quando ero così piccola che appena mi ricordo. E ce la faccio. Ma fra queste mura dell’Unità Spinale dove mi trovo adesso, ci sono delle persone per chi reimparare tutti i movimenti e quindi recuperare l’autonomia diventa una sfida, a volte un desiderio impossibile. Così, mi guardo intorno e rivaluto la possibilità  – e secondo me quasi il dovere…- di cercare nuove strade, dentro e fuori di noi, per riuscire ad eliminare le incoerenze cambiando le abitudini prese tanto tempo fa, frutto di una educazione ed una cultura schiave del sistema. Di un numero esagerato di consumi e di un tipo di vita ormai con una visione planetaria chiaramente insostenibile.

Mi sento più forte che mai. Sono rinata ancora più convinta del bisogno di stravolgere quello che vedo intorno a me e non mi piace. Ci va ancora un po’ di tempo per realizzare completamente la vita che desidero, ma intanto faccio maturare le idee, imparo, preparo, scrivo, communico.

Buona rinascita a tutti.

 

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9 Risposte a “Rinascita”

  1. Grazia Fasano scrive:

    Tanti auguri veramente, Marina! Sei già forte, lo dici tu stessa. E se avrai momenti di abbattimento, pensa che si fa sempre un passo dopo l’altro. ciao
    grazia

  2. Annamaria scrive:

    Grazie,Marina per la forza che ci dai, e tantissimi auguri per la tua nuova rinascita che, più che fisica è soprattutto interiore, La tua lettera è come una sferzata per tutti noi che siamo sempre pronti a lamentarci per un nonnulla,
    e ci crogioliamo, per pigrizia, nel nostro malessere. Sono sicura che ce la farai, perchè sei molto forte, ancora tanti auguri e buona rinascita !
    Annamaria

  3. antonella scrive:

    Brava Marina! Grazie per questo messaggio di speranza, ne abbiamo tutti bisogno

  4. Paola scrive:

    Marina, anche se non in maniera così drammatica, anche io sono morta e rinata mille volte, ed ogni nuova vita era migliore, molto migliore della precedente. Ti auguro un mondo di bene.

  5. Guido Guasconi scrive:

    un saluto ammirato ed una preghiera

  6. Simona scrive:

    Bentornata!

  7. Fede scrive:

    ….Se si presta attenzione alle volte può capitare nella vita di veder rinascere un angelo!!!… Sono i piccoli gesti e i grandi dolori che spesso ci fanno capire le cose importanti… Grazie Marina.

  8. enrico scrive:

    auguri di cuore a te Marina, e a tutti quelli che sentono il bisigno di rinascere…

  9. Marta scrive:

    Spero tu stia meglio, aspetto di leggerti ancora in questo bel blog,
    Forza,

    Marta

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