I Memory Books

Oggi voglio parlarvi di un libro che ho letto proprio in questi giorni.

 

“Io muoio, ma il ricordo vive.
Un’altra battaglia contro l’Aids.”
Di Henning Mankell
Edito da Marsilio – Gli specchi Marsilio -
Prima edizione 2005

 

“Io muoio, ma il ricordo vive” è un libro indubbiamente forte e denso di significati, purtroppo ancora attuali, in cui lo sfondo è l’Africa e l’argomento principale una delle sue piaghe più dolorose: l’AIDS.

In questo libro Henning Mankell ci parla dei dati incredibili del contagio in Africa e dei Memory Books, ossia i Libri della Memoria, come strumento di formazione e informazione che molti malati di Aids in fase terminale hanno deciso di scrivere per i propri figli e nipoti nel tentativo di colmare il vuoto che presto o tardi giunge a separarli.

“ (…) I racconti sono parole. Prima le storie si tramandavano oralmente di generazione in generazione e, in molti casi, questo si fa ancora oggi. Ma chi resterà per raccontare se così tanti anelli della catena dei narratori spariscono? Che cosa possono raccontare i bambini dei loro genitori, se non possono ricordarli perché erano troppo piccoli quando loro se ne sono andati? E d’altra parte: come possono i genitori raccontare chi sono a bambini troppo piccoli per capire? I Libri della memoria sono una risposta a questi interrogativi.”

L’idea di scrivere i Memory Books viene sviluppata inizialmente nel Regno Unito. In Uganda è la Comunità Nazionale delle Donne che vivono con l’HIV/AIDS a iniziare a promuovere, nel 1998, i Memory Books. Da quel momento la Comunità ha incoraggiato e assistito centinaia di donne a trasmettere la propria storia in questo modo a figli e nipoti con il triplice scopo di:
1. Informare i figli circa le condizioni di salute dei propri genitori;
2. Mettere genitori e figli in condizione di pianificare insieme le decisioni riguardanti il futuro dei bambini;
3. Fornire un’opportunità di fissare e tramandare la storia di famiglia e i ricordi importanti per i bambini.

Il Memory Book rappresenta uno strumento molto importante di lotta alla diffusione del contagio perché le parole, con la potenza del proprio significato, sono in grado di influenzare per sempre i comportamenti dei propri destinatari e inoltre rappresentano un modo toccante, per intensità, di tenere vivo il legame tra genitori e figli troppo presto separati dalla malattia.

Perché ho deciso di parlarvi di questo libro? Un po’ perché ho scoperto un mondo del quale ignoravo l’esistenza e poi perché, ancora una volta, ho trovato una conferma all’idea che fa da punto dipartenza per questo blog, e cioò che ciascuno di noi può, portando se stesso e le proprie capacità e sensibilità, dare il proprio contributo a migliorare ciò che non va: Henning Mankell è, come noto, uno scrittore svedese di fama mondiale con il suo commissario Wallander, e con gli strumenti del suo “lavoro”, le parole, dà un contributo concreto alla lotta all’Aids sensibilizzando e informando attraverso  il racconto, attraverso storie di vita destinate a spegnersi nel silenzio generale.
Il libro, diviso in due parti, riporta nella prima l’ esperienza di Mankell in Uganda a contatto con alcune persone malate di Aids che hanno accettato di rispondere alle sue domande e che si sono rese disponibili a scrivere un Memory Book per la propria famiglia e, nella seconda, un vero e proprio Memory Book scritto da Christine Aguga per la figlia Everlyn.
Ovviamente tra le righe gli spunti di riflessione sono molteplici e non trascurabile, tra tutti, il tema dell’accessibilità ai farmaci antiretrovirali per i molti malati di Aids.

Facendo una ricerca per approfondire il tema ho trovato che ancora oggi, nonostante siano passati diversi anni dalla pubblicazione di questo libro, il tema dell’accessibilità ai farmaci è di grande attualità.
Vi invito a consultare il sito di Medici senza Frontiere  per farvi un’idea più precisa  della situazione  oggi e, inoltre, come approfondimento, vi segnalo il sito ufficiale dell’autore e quello di un paio di associazioni che continuano il progetto dei Memory Books: la Plan international e la healthlink.

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