In questi giorni ho avuto modo di conoscere il sig. Mario Busti, Presidente dell’Università per la Pace della Regione Marche, e di fare con lui una piacevole chiacchierata su questa realtà unica nel suo genere.
Da qualche anno infatti è operativa nella Regione Marche l’Università per la Pace, associazione senza precedenti in Italia, l’unica ad avere avuto come atto di impulso alla sua costituzione un atto legislativo, la legge regionale n.9 del 2002 intitolata “Attività regionali per la promozione dei diritti umani, della cultura di pace, della cooperazione allo sviluppo e della solidarietà internazionale” e precisamente dall’art.15 di questa legge che, al comma 3, ne precisa finalità e scopi:
(…)
L’associazione di cui al comma 1 svolge attività di ricerca e promozione della conoscenza e della diffusione delle tematiche relative alla promozione della cultura della pace e dei diritti umani.
A questo fine:
a) realizza un centro di documentazione collegato con le banche dati nazionali, europee ed internazionali;
b) provvede alla produzione di materiale didattico e informativo e alla divulgazione di materiale fornito dalle istituzioni nazionali e sovranazionali;
c) promuove programmi di educazione sui temi della mondialità e della pace, specialmente nell’ambito scolastico in accordo e con la collaborazione dei competenti organi scolastici al fine di sviluppare la cultura di pace e solidarietà;
d) promuove progetti e campagne nazionali di solidarietà internazionale, convegni, tavole rotonde e seminari, stage sui temi della pace;
e) sviluppa relazioni e collaborazioni con i più qualificati centri di ricerca, nonché con i movimenti e le reti associative regionali, nazionali, internazionali che operano per la pace ed i diritti umani nel mondo, e con enti locali delle Marche.
Davvero interessante non credete? E come non ravvisare nella scelta dello strumento “legge regionale” una precisa volontà istituzionale di conferire alla nuova realtà una legittimità e un valore tale da renderne da subito chiara l’importanza all’interno dell’ampia tematica dei diritti umani, della cooperazione allo sviluppo, della solidarietà internazionale e della diffusione della cultura della pace?
Voluta fortemente dalla Regione, l’Associazione Università per la Pace può contare tra i suoi soci fondatori la Regione, 7 Comuni marchigiani, 3 Università degli Studi (Università di Macerata, Università Politecnica delle Marche e Università di Urbino) e 16 associazioni di volontariato.
Anche in ragione di questi diversi contributi l’Università per la Pace delle Marche esprime una sua grande peculiarità: quella di far confluire in un’unica realtà associativa la forza di tre mondi ben distinti tra loro: quello istituzionale, con la sua stabilità e il suo potere concreto di attuazione delle scelte politiche; quello accademico con il tipico rigore del metodo scientifico e quello dell’associazionismo con la sua passione e la sua creatività.
Oggi l’Università per la Pace si trova nel pieno di una stagione di grande impegno e rinnovato sforzo per una programmazione di attività sempre più aderenti agli scopi che ne hanno portato la nascita.
Gli interventi su cui si stanno concentrando gli eventi in programma in questo periodo riguardano principalmente tre grandi aree tematiche:
- Riduzione per le spese degli armamenti con il sostegno alla campagna “Taglia le ali alle armi” e il coinvolgimento dei Comuni della Regione;
- Dialogo tra religioni con l’organizzazione, presso il Liceo Scientifico e Musicale “Guglielmo Marconi” di Pesaro, di un convegno dal titolo “Valori condivisi in un’Europa in trasformazione: ruolo delle culture e delle religioni”;
- Diritti umani e immigrati con l’organizzazione ad Ancona, presso la Facoltà di Agraria dell’Università Politecnica delle Marche, di un convegno di tre giorni (26-27-28 aprile p.v.) dal titolo “Diritti Umani e Immigrazione” finalizzato alla stesura di un documento condiviso di proposte concrete da inoltrare alle istituzioni.
La sfida per il prossimo futuro per l’Università per la Pace riguarda la formazione: negli incontri di programmazione delle nuove attività previsti nel breve periodo si cercherà di arrivare alla creazione di sinergie con il mondo accademico al fine di poter procedere alla stesura di un piano di formazione per mediatori culturali e operatori di pace che possano poi, alla fine del percorso formativo, portare la propria competenza direttamente sul campo.
Uno strumento dunque, quello costituito da questa particolare Università, che non vuole restare solo teorico ma estendere i benefici della propria missione anche nel concreto sia diffondendo la cultura della pace e del rispetto dei diritti umani con interventi mirati ai più giovani, nelle scuole, e alla cittadinanza in genere, sia formando personale specializzato in grado di affrontare al meglio le tante situazioni di disagio e di crisi innegabilmente presenti in ogni realtà sociale.
Vi terrò aggiornati sugli sviluppi futuri nella speranza che sempre più le istituzioni si aprano al dialogo con la cittadinanza su temi così importanti per il nostro avvenire e, per le associazioni che fossero interessate ad aderire all’Università per la Pace lascio l’indirizzo e-mail al quale rivolgersi: info.universitapace@assemblea.marche.it
A presto
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