IN GALLERIA NELLE NANOPOLVERI

Come viaggiare nel microspazio della materia

 

In un contesto di grandi trasformazioni, come quello che stiamo attraversando, titoli fantasiosi come quello sopra da
una parte fanno sorridere per l’indulgenza irriverente  verso  le  strategie  di  marketing,  dall’altra  “scaraventano”  le
nostre  reali  possibilità  ben  oltre  i  limiti  che,  per  la  maggior parte  di  noi,  sono  caratterizzati da una conoscenza piuttosto limitata del progresso scientifico e tecnologico.

La storia merita molta attenzione perché potrebbe diventare uno schema replicabile fino ad essere formalizzato come sistema, a dimostrazione del fatto che, rivolgendo attenzione e sostegno a chi nei luoghi a noi molto prossimi, possiede talento e capacità imprenditoriali, sia possibile produrre risultati importanti sia a livello di ideazione, ricerca applicata e ricadute sul tessuto produttivo che inevitabilmente determinano un impatto positivo sulle economie delle comunità.
Mi riferisco al finanziamento biennale che in maniera congiunta Regione Lombardia ed Università di Milano Bicocca hanno sostenuto per un importo di € 750.000,00 che ha visto coinvolti i Dipartimenti di Scienza dei Materiali e di Fisica supportando 5 ricercatori con altrettanti assegni di ricerca e che ha condotto all’ideazione e creazione di nano polveri in grado di assorbire gas come idrogeno, metano o anidride carbonica che aprono importanti possibilità in ambiti industriali, dei trasporti ed auto motive.

http://www.unimib.it/open/news/Un-supermercato-in-una-pillola-Due-nuovi-materiali-comprimono-il-volume-di-idrogeno-e-metano/5950924184698773886

Innanzitutto alcuni dei materiali utilizzati, per i quali è già in corso il deposito del brevetto, derivano dalla soia, sono biodegradabili e privi di metalli pesanti: il che permette di smaltirli tra i rifiuti organici al termine del loro ciclo di vita.
I gas vengono imprigionati all’interno di nano gallerie presenti nei nanogranuli di materiali con elevato livello di porosità che sono classificati come Materiali sintetici IpeRreticolati (MIR) e dei Materiali Porosi di Origine Biologica (MPOB).
Afferma il Prof. Piero Sozzani, ordinario di Chimica Industriale presso il Dipartimento di Scienza dei Materiali di Milano Bicocca, responsabile del progetto H2-ECOMAT: «Le ricadute tecnologiche sono facilmente prevedibili. Diventa finalmente possibile lo stoccaggio di gas a minori pressioni di esercizio, ovvero a pressioni poco pericolose. Finora, le tecnologie comunemente applicate prevedono di ricorrere ad altissime pressioni o di liquefare i gas a temperature molto basse con sistemi frigoriferi, che consumano però una grande quantità di energia».
Pensiamo solo ad alcune delle possibili applicazioni di questa scoperta come l’aumento di autonomia degli autoveicoli alimentati a gas metano perché nello stesso volume del serbatoio potranno essere dislocati maggiori volumi di gas a minor pressione, quindi con guadagno anche in termini di sicurezza. Nel campo energetico l’impiego di questi materiali può avvenire sia nella fase di trasporto dei gas (nave, treno, gasdotti) sia nella fase di distribuzione, riducendo notevolmente i costi di rigassificazione, eliminando la necessità di “congelare” il gas.
Cominciano ora le fasi più importanti del processo che riguardano il trasferimento tecnologico alle aziende del settore dei trasporti pubblici e privati e della distribuzione di energia. Numerose industrie hanno espresso interesse per i risultati ottenuti sui materiali innovativi e ci sono segnali per un impatto sulle assunzioni di giovani formati dal team, che abbiano le capacità di seguire il percorso di scale-up e di implementazione tecnologica delle scoperte. E questo rappresenta un ulteriore esempio di  efficacia e di eccellenza della ricerca italiana in grado, non solo di creare opportunità di lavoro in periodi di grave crisi economica, ma di mostrare come investendo in processi fortemente innovativi come le nanotecnologie sia possibile ottenere importanti risultati sul piano del risparmio, dell’efficienza energetica che riducono ulteriormente il debito rispettando l’ambiente e la qualità della vita. Non si vuole neanche fare apologia della buona politica del settore pubblico in contrapposizione all’iniziativa privata, si cerca semplicemente di segnalare che, in qualunque contesto si collochi, una buona iniziativa imprenditoriale, con impatti e ricadute misurabili e riscontrabili, vada sempre promossa e sostenuta per l’attitudine naturale che presenta nell’attivazione di vantaggi per tutti.

Enzo Cirone
Genova

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