TEDx Bologna. Lisa Bortolotti

pubblicato il 10 maggio 2012 da Pierluigi Paoletti

Una Moneta a Misura di Uomo.

Da qualche settimana, sul nostro sito ci sono meno pubblicazioni di contenuti. Il motivo è che siamo letteralmente assorbiti da incontri pubblici e attività varie per migliorare arcipelagoscec e costruire… costruire… costruire…

Stateci vicini, stiamoci vicini..

 

Investire nel nostro futuro

pubblicato il 6 maggio 2012 da Pierluigi Paoletti

Pochi giorni fa sono stato presso la scuola media Uliveto di Civitavecchia invitato a parlare ai ragazzi della situazione economica. L’intervento è stato possibile grazie a dei professori, in particolare la prof.ssa Argiolas, molto attenti e preoccupati per come i ragazzi potessero vivere questo difficile momento economico senza avere i necessari strumenti di comprensione. Non nascondo che avevo anche io un poco di preoccupazione perché avevo parlato di economia in molte scuole, ma mai alle medie inferiori. L’esperienza è andata oltre ogni aspettativa perché c’è stata una attenzione ed una partecipazione che andava oltre la loro età e dalle molte domande traspariva la preoccupazione e la voglia di comprendere la realtà che li circonda.

Da questa bellissima e intensa esperienza con il mio amico educatore Danilo Casertano è nata l’idea di creare un percorso educativo che possa essere di aiuto ai docenti e ai ragazzi per comprendere i meccanismi che regolano l’attuale mondo economico.

Sotto vi incollo, così come mi sono pervenute, le considerazioni dei ragazzi che hanno approfondito con i professori i temi affrontati nell’incontro.
Se dovessi dire come sarà il nostro futuro, guardando dentro gli occhi profondi di questi ragazzi posso dire che è in buonissime mani.

Dottor Paoletti,
vorrei ringraziarla per il suo discorso di speranza sul brutto periodo che l’economia e l’Europa sta passando in questo momento. Mi hanno colpito molto i paragoni che lei ha fatto. Il paragone del bruco e della farfalla è stato il migliore tra tutti. Spiega perfettamentecome un brutto momento come questo, prima o poi, finirà e pertanto noi dobbiamo prepararci per un nuovo mondo migliore di questo. La saluto e la ringrazio ancora una volta,

Giulia

Caro dottor Paoletti,
la sua visita nella nostra scuola è stata veramente interessante. Lei, quando parlava, mi dava l’impressione di essere ispirato…Mi è piaciuto il discorso sulla famiglia e anche quello del bruco e della farfalla che io ho interpretato nella seguente maniera:

noi ora siamo il bruco, ma ci dobbiamo evolvere nutrendo in modo sano la farfalla.
Proprio come lei ha detto siamo in un film dell’orrore, ma non dobbiamo avere paura, altrimenti giochiamo allo stesso gioco crudele che qualcuno ci vuole far giocare. Ai miei occhi lei è una persona molto in gamba e sarei molto contento se un giorno potesse venire di nuovo da noi.
Grazie ancora per avermi aperto la mente sulle questioni economiche. Arrivederci e in bocca al lupo per la sua carriera di economista.

Alessio

 

Caro signor Paoletti,
un caloroso GRAZIE da parte della 2°I, lei è stato un’illuminazione per tutti noi.
Grazie a lei adesso abbiamo più speranza per il nostro paese e per il nostro futuro e finalmente abbiamo capito più profondamente l’economia…Lei è stato molto amichevole con noi e ha usato dei paragoni molto chiari.

La cosa che più ci è entrata nel cuore e ce lo ha fatto allineare col nostro cervello è stato il suo discorso sulle famiglie e, se devo dirle la verità, quando ha parlato dei toast, ha suscitato in noi anche un certo appetito che ci siamo portati dietro fino al nostro rientro a casa. Da parte mia vorrei dirle che mi sono sentita molto a mio agio, cosa che non succede quasi mai. Spero che un giorno quanto lei ci ha spiegato mi sia utile per aiutare il prossimo e mi auguro di poter ascoltare altre sue lezioni.

Un saluto da Eleonora


Gentile signor Paoletti,
volevo ringraziarla per la sua dettagliata spiegazione sull’economia, è stata molto interessante e istruttiva. Sinceramente io di economia non capivo nulla, però lei mi ha fatto capire molto. Le cose che mi sono piaciute di più sono state:

  • il discorso sul bruco e la farfalla, cioé che non bisogna concentrarsi sulla morte del bruco, ma sulla farfalla che sta a significare un nuovo inizio;
  • quello sui talenti, che dobbiamo sviluppare per fare il lavoro che ci piace e per aiutare la società;
  • quello sulla famiglia, secondo cui se un familiare sta male viene aiutato e non abbandonato al suo destino. Questo dovrebbe accadere con le persone del Corno d’Africa o con quelle che subiscono le alluvioni, tipo i thailandesi.

Anche la spiegazione sulla cooperazione e competizione mi è piaciuta molto…

Insomma ci ha spiegato molte cose nuove in maniera molto chiara, grazie alle immagini che ha usato.

Grazie mille per essere venuto, Giorgia

 

Egregio dottor Paoletti,
la ringrazio tantissimo per avermi fatto capire come stanno le cose.

Io da grande vorrei fare il suo lavoro e lei mi ha ispirato tantissimo. La ringrazio anche per averci confortato dicendo che la crisi passerà. Spero he un giorno ritorni e ci insegni altre cose nuove.

Alessio

Caro signor Paoletti,
voglio ringraziarla per essere venuto a Civitavecchia per spiegarci come e dove sta andando l’economia del mondo con ottimi esempi, quindi grazie!

Daniele

 

Gentile dottor Paoletti,
mi chiamo Davide e faccio parte della 2° I, della scuola “Uliveto”.

Vorrei dirle che il seminario sull’economia è sato molto chiaro e pieno di ottimismo.

Alcuni hanno detto che è stato un po’ complesso il suo discorso, ma a me non è sembrato così, forse perché noi della 2°I eravamo un po’ più preparati a riguardo.

Mi sono piaciute le sue metafore sul bruco e la farfalla, il discorso sull’allineamento tra cuore e mente. Spero che molti ragazzi abbiano come me la possibilità di ascoltarla e di fare tesoro di ciò che ha detto.

Le auguro buona fortuna per il suo lavoro, con affetto Davide

 

Dottor Paoletti,
a me e alla mia classe ha fatto piacere averla conosciuta. Le sue spiegazioni sono state chiare e mi hanno fatto capire molte cose. A me è piaciuto tutto quello che ha detto, ma due cose in particolare mi hanno colpito e sono: la famiglia e i talenti.

Siccome quest’incontro mi è piaciuto tanto, spero che ce ne sia presto un altro.
Con affetto, Desirée

 

Caro signor Paoletti,
la sua lezione è stata interessante, soprattutto il discorso sulla famiglia.

Alcune cose non si capivano, per esempio quando ha parlato del bruco e della farfalla, ma dopo ne abbiamo parlato in classe e ho capito.

Benedetta

 

Caro signor Paoletti,
le scrivo questa lettera per ringraziarla di cuore per quel discorso che ha fatto alla mia classe e alle altre della scuola. Sono stata molto felice di ascoltarla in quanto aveva molta padronanza del linguaggio figurato e ci ha spiegato l’economia in modo semplice, per quanto mi riguarda, e divertente. Mi ha permesso di aprire un po’ le porte su quel mondo da adulti, di cui tutti parlano così male, ma lo ha fatto con tanto ottimismo e, secondo me, ora la gente ne ha bisogno.

Spero di vederla presto per approfondire l’argomento, ma con sedie più grandi! (l’incontro si è svolto in una scuola materna)

Ho sentito che alla fine lei si è preoccupato per aver usato un “linguaggio pesante” e per il cosiddetto “film”. Io invece credo che mi abbia aiutato molto a focalizzare la situazione, in particolare il “film del bruco e della farfalla” mi ha dato speranza. Insomma, le sono grata per le spiegazioni tecniche che ha fornito e le auguro “Buona crisi”!

Con stima, Aurora (quella dei toast)

 

Caro dottor Paoletti
ci è piaciuta moltissimo la sua lezione di approfondimento sulla situazione attuale dell’Europa. Vorremo invitarla nella nostra classe. Abbiamo anche capito che lei è molto ottimista e grazie a lei ho capito cosa c’è veramente dietro a questa crisi. Le sue similitudini sono state apprezzate da tutti. Grazie per aver chiarito le nostre idee. Grazie di cuore per la chiara spiegazione

Francesco

 

Dottor Paoletti,
la ringrazio tanto per essere venuto nella nostra scuola. L’esperienza che ho vissuto è stata molto interessante anche se certe cose le sapevo già. Io questi discorsi li ho affrontati a casa con i miei, però il mio modo di pensare era diverso. Credevo che tutte le decisioni dovessero essere prese con il cervello ma ora, grazie a lei ho capito che cuore e cervello si devono allineare e funzionare in armonia, spero che torni nella nostra scuola a farci ancora altre lezioni. Un grande saluto.

Camelia-Marina

 

Caro dottor Paoletti,
noi ti ringraiamo di essere venuto a trovarci, per parlare dell’economia e di tante cose speciali per farci capire delle cose sulla vita che viviamo. Noi viviamo nella natura e nel mondo. Ti ringraziamo tanto e speriamo che ritorni così possiamo imparare tante altre cose.
Desirèe

 

Gentile signor Paoletti,
vorrei ringraziarla per la lezione che ci ha fatto, perchè mi ha insegnato moltissimo sull’economia. Mi sono piaciuti i paragoni come quello sul bruco e la farfalla e quello della famiglia.

La saluto. Simone

 

Gentile dottor Paoletti,
grazie a Lei sono riuscito a capire molte cose che, fino a ieri, non comprendevo. Nelle sue spiegazioni c’erano cose che avevo sentito nominare ma, grazie al suo aiuto, mi sono molto più familiari. Mi sono piaciuti molto i suoi paragoni e spero che torni presto.

Gabriele

 

Dottor Paoletti,
purtrtoppo io non sono potuta venire all’incontro con lei. Da quanto mi hanno raccontato i miei compagni ho capito che lei è una persona molto interessante ed intelligente. Spero che ci sia un prossimo incontro con lei, così io potrei sentire le sue opinioni e idee da vicino.

Marta

 

Dottor Paoletti,
le voglio dire che il suo discorso è stato molto interessante e i suoi esempi molto chiari da capire… Ha messo su un bel discorso! Spero che la potremo rivedere.
Gabriele

 

Gentilissimo sig. Paoletti,
la ringrazio di essere venuta. Io di economia e crisi ne parlo molto con mio nonno, anche se lei è più ottimista di lui. Purtroppo io non lo sono altrettanto, comunqe la ringrazzio per il suo intervento e spero che tutto vada per il meglio.

Vanessa

 

Caro dottor Paoletti,
sono molto dispiaciuta per non aver assistito al suo discorso sull’economia. Non sono potuta venire per colpa dell’ influenza intestinale… avrei voluto esserci perchè sicuramente era molto interessante. Spero lei possa tornare a Civitavecchia così la potrei ascoltare anche io. La ringrazio.

Claudia

 

Gentile signor Paoletti,
è stato un piacere aver ricevuto la sua visita nella nostra scuola. Il suo discorso è stato molto interessante e mi è piaciuto soprattutto ciò che ha detto a proposito dei TOAST e dei TALENTI. Molte delle cose che ha detto non le sapevo e sono stata felice di averle imparate. Mi piacerebbe ricevere un’altra sua visita nella quale ci possa parlare dell’ alimentazione. Un saluto.

Giada


 

Solo insieme!

pubblicato il 5 aprile 2012 da Pierluigi Paoletti

E’ iniziato l’inferno ed il dramma si consuma nella solitudine. Molti imprenditori, pensionati, uomini, donne, si stanno togliendo la vita a causa dei debiti. L’essere soli a vivere il dramma aumenta il senso di sopraffazione e frustrazione.

Più siamo soli più siamo vulnerabili.

Questa è una economia basata sulla sopraffazione, dove è più importante risanare i conti della vita delle persone. Dove si crea un debito illegittimo e truffaldino perché impagabile, solo per appropriarsi dei beni e delle ricchezze di uno stato.

In più, tutte le sovrastrutture basate sulla truffa in cui abbiamo riposto la nostra fiducia e a cui abbiamo delegato la nostra vita oggi stanno crollando: partiti, ideologie, falsa democrazia, istituzioni politiche e religiose, debito e finanza. Nessuna certezza, nessun salvagente…

Se rimaniamo soli nelle nostre celle ben arredate non si può reggere un tale peso e si soccombe.

Invece di rinchiuderci dobbiamo uscire, agire, riprenderci il presente ed il futuro imparando dal passato,  incontrarci, scambiarci idee, confrontarci, sostenerci reciprocamente e ricostruire insieme quello che ormai vecchio si sta sgretolando.

Dobbiamo capire che questo è il gioco più vecchio del mondo attraverso cui ci è stata rubata l’anima e da cui dobbiamo uscire per riprendercela.

Uscire da questo inferno illusorio fatto di debito, scarsità, paura e avidità si può, ma solo insieme…solo insieme!

 

Dall’Io al NOI. Quel 1+1 che fa 3

pubblicato il 16 marzo 2012 da Pierluigi Paoletti

Col passare del tempo appare sempre più chiaro che questo periodo storico è contraddistinto da una crisi profonda dell’essere umano che a causa di una economia malata, basata su carenza e sopraffazione, è costretto a confrontarsi sempre più in profondità con le sue debolezze.

Le debolezze si possono riassumere nei pilastri su cui è basato questo sistema: avidità e paura. Nella mente di coloro che hanno immaginato questo tipo di economia c’era un insieme di egoismi privati in competizione per l’acquisizione della ricchezza che interagendo per cercare un loro equilibrio avrebbero portato evoluzione e benessere alla società. Il risultato è stato che chi era a conoscenza dei meccanismi economici ha approfittato di questa superiorità per accumulare enormi risorse e lasciare al livello di lotta per il sostentamento una percentuale elevata della popolazione mondiale. Tutta la conoscenza tecnologica ed umana è stata indirizzata all’accumulo di ricchezza invece che per il ben-essere dell’umanità e l’essere umano è rimasto sempre più solo ad affrontare le sue paure.

Che il sistema sia malato, lo dimostra la crescita esponenziale del debito che in questo momento sta drenando risorse imponenti che invece potrebbero essere indirizzate verso scopi ben più elevati. In natura la crescita esponenziale di questo tipo si riscontra solo nella cellula tumorale che nella fase più avanzata si replica con una velocità sempre maggiore, esattamente quello che accade proprio oggi al debito sia privato di famiglie ed imprese, che pubblico.

In questa fase di malattia terminale del sistema economico, purtroppo o per fortuna non esiste soluzione, gli squilibri sono portati all’esasperazione e fasce sempre maggiori di persone si devono confrontare con la paura del futuro. Da una parte questo porta alla espansione esasperata dell’avidità e della sopraffazione reciproca, che si ritrova sia nella politica che nei gruppi di potere come la finanza, le mafie ed i poteri occulti, sia nelle vittime che subiscono vessazioni sempre più pesanti. Vittime e carnefici purtroppo sono affetti dalla stessa malattia: la paura.

Il percorso di guarigione, oggi molto più alla nostra portata che nel passato grazie proprio alla esasperazione dei comportamenti, non può che venire dalla comunità e dalla collaborazione reciproca. E’ urgente lavorare sul rafforzamento e sull’autostima delle persone facendole uscire dalla solitudine e dai loro drammi personali e familiari, affrontando come comunità alcuni problemi importanti che portano al soddisfacimento dei bisogni primari come il lavoro ed il sostentamento. Questo però non può arrivare, o meglio non può arrivare solo, dalla “carità” intesa come sostegno di chi ha di più verso chi ha di meno, ma da un’azione di presa di coscienza della comunità che riscopre il suo valore di organismo sociale. Quando un insieme di esseri singoli collaborano fra di loro e si aiutano reciprocamente, avviene quello che possiamo definire un processo alchemico che crea un organismo autonomo. Quando ogni singolo IO consapevolmente fa un passo indietro senza annullarsi, ma mantenendo la propria sana individualità, fa fare un passo enorme in avanti al NOI che acquista una sua forza e una sua autonomia.

Se questo processo è aiutato e sostenuto da azioni progettuali concrete in cui si procede al  soddisfacimento dei bisogni della comunità, questa forza e la fiducia reciproca aumentano in modo esponenziale – questa volta però in modo sano e non malato – dove la somma di 1+1 non fa più 2, ma 3.

Quindi possiamo attivare azioni in cui la comunità, attraverso comportamenti commerciali consapevoli e resi più agevoli dalla convenienza reciproca, sostiene attività strategiche per il territorio come l’agricUltura o l’artigianato. In altri casi la gestione da parte della comunità di servizi essenziali come la telefonia o l’energia, può alimentare con gli utili generati progetti di utilità sociale che altrimenti non avrebbero sostegno economico.

Questi processi faranno si che anche le persone non consapevoli, attualmente il 99%, attraverso la convenienza pongano in essere attività che aiutino lo sviluppo ed il sostegno di tutta la comunità nel suo insieme. Insieme a queste necessità materiali che creano posti di lavoro e fanno circolare la ricchezza si devono prevedere attività tese alla solidarietà e al reciproco sostegno con azioni mirate alle categorie più deboli e al settore molto importante, oggi più che mai in crisi, come quello educativo e del supporto ai giovani.

 

 

5 cose per cambiare…

pubblicato il 3 marzo 2012 da Pierluigi Paoletti

1) La prima è che questa assurda lotta causata dal debito induce  intere categorie di lavoratori a usare droghe per avere prestazioni migliori e lavorare di più.

I camionisti una delle categorie coinvolte perché massacrati dagli autisti a basso costo dell’est…eppure basterebbe solo un poco di buon senso per lavorare meno e meglio tutti razionalizzando i trasporti come sta facendo il nostro Gaetano La Legname, socio fondatore di Arcipelago e ideatore di questo progetto innovativo per razionalizzare i trasporti locali www.faimenostrada.org

2) La seconda invece riguarda la Grecia, ma anche l’Italia e anche il mondo intero. Guardate questo video e poi (ri)leggetevi questo progetto che abbasserebbe I costi dei prodotti alimentari di qualità e integrerebbe I redditi dei produttori agricoli, oltre a tante altre belle e utili cosette.

3) E già che ci siamo perché non parlare di una rete di telecomunicazioni della comunità che lavora come una No Profit Utility www.noinet.it

4) E poi perché no iniziare a consumare meno energia e progettare meglio I nostri spazi privati e comuni investendo in efficienza invece di investire in bot o peggio ancora in azioni. L’energia costerà sempre di più (I carburanti quasi raddoppiati dal 2005), consumiamone meno e consumiamola meglio.

5) e dulcis in fundo utilizzare un buono che àncori al territorio la ricchezza e aumenti Il potere di acquisto

Insomma basterebbe poco se le persone iniziassero a collaborare invece di farsi la guerra fra di loro. Bisogna però pensare in modo diverso…in fondo lo diceva anche Einstein:

Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato.

PS: i progetti e le cooperative  sono tutta farina del sacco di Arcipelago SCEC

Ci scambiamo doni

pubblicato il 18 febbraio 2012 da Pierluigi Paoletti

<< Dal denaro al donare!

A mio avviso molti vedono nella “moneta” – “denaro” – “banconota”  il demonio a prescindere enon colgono la possibile innocenza del mezzo.

Infatti ripetono come una filastrocca: “si dovrebbe tornare al baratto”.

Cerco di tentare di spiegare che un pezzo di carta (moneta) può essere un facilitatore degli scambi…

ma comunque è difficile convincere che può esistere un mezzo di scambio senza interesse.

La  chiave di volta si trova quando si dice che lo SCEC è un pezzo di carta che rappresenta un dono.

Chi è al potere non può impedire di scambiarci doni.

E noi non abbiamo fatto altro che stampare dei simboli cartacei che rappresentano la solidarietà, il libero scambio di cose ( per comodità  “sconti” ).

Io li chiamerei:

“note-armoniche” , “bang-note” , “note-musicali”.

Meglio ancora:  le “7note”  ( 1/2 -1 – 2 – 5 – 10 – 20 – 50 )

do=(  dare – donare)

re=(  ridò re-galo rido)

mi= ( io, penso anche a me )

fa=( faccio, compio azioni )

sol=( raggi luminosi )

la=( organicismo, articolazione femminile, tutti i luoghi )

si=( positività )

>>

 

Giacomo Faiella – Napoli

DalL’Ego alle Lego …

pubblicato il 13 febbraio 2012 da Pierluigi Paoletti

I bambini imparano a costruire giocando con le LEGO.

Gli adulti imparano a distruggere lasciandosi giocare dalL’EGO.

Gli adulti che imparano a costruire, tornando a incastrare oggetti e soggetti dai colori e le forme più diverse, lo fanno superando L’EGO , e imparando a realizzare se stessi superando se stessi.

Si supera la dimensione dell’IO e si entra nella dimensione del N-OI.

Si dice dei pignoli che stanno attenti alle virgole, ma oggi la più grande battaglia è contro gli apostrofi…

Vorrei che agli adulti non importi come sono apostrofati dagli altri, vorrei piuttosto che si dimentichino di usarli…

…che smettano di lasciarsi giocare dalL’EGO, e che tornino a giocare con le LEGO,

per riscoprire il piacere degli incastri, quelli che consentono di costruire grandi cose attraverso l’unione delle forze…come solo i bambini adulti sanno fare.

 

Giuseppe De Giosa

 

“Ma con lo SCEC mica ci pago le bollette”

pubblicato il 23 gennaio 2012 da Pierluigi Paoletti

Proprio domenica ero ad un mercatino a Vietri sul Mare ( SA) a parlare di ArciplegoSCEC e un signora si è avvicinata dicendomi: io li ho da 4 anni gli SCEC, ma faccio fatica a trovare chi li accetta e poi in fondo sono solo buoni sconto che non mi permettono di pagare le tasse, le bollette di luce, acqua, telefono, spazzatura…..

Le ho detto che non distribuivamo solo SCEC, le ho parlato della nostra visione completa dell’ Economia e delle cooperative che abbiamo fondato senza chiedere un cent alle banche.

Mi dice : ma come avete fatto a trovare esperti in questi rami che lavorano in regime di volontariato ?

Le ho detto : anche noi avevamo dei dubbi e invece sono venuti loro da noi quando hanno visto cosa vogliamo fare.

Si è illuminata e si è presa il libretto di Pierluigi!

Dopo un pò mi dice: ma così è tutt’un altra cosa, questi progetti realizzati in campi in cui la maggior parte di noi si sente pollicino (Telecomunicazioni, Energia, strumento di scambio ed economia) sono una sferzata di energia che ti risvegliano la voglia di PARTECIPARE , e significa che l’essere umano non è del tutto marcio come ci vogliono far credere i mass media.

ArcipelagoSCEC crede che la competenza unita alla solidarietà sia la chiave che ci porterà fuori da questo caos e ci permetterà di ricostruire un mondo migliore.

 

Annamaria Signorini

Campania

Agire, non re-agire

pubblicato il 14 gennaio 2012 da Pierluigi Paoletti

Il viaggio ci rende felici, non la destinazione.

Pierluigi

 

Epifania 2012

pubblicato il 6 gennaio 2012 da Pierluigi Paoletti

Cari nipoti,
il Natale è la festa dove si celebra il ritorno della LUCE. Dopo il solstizio d’inverno, dove le ore di buio toccano il loro massimo, la luce ricomincia a crescere, le giornate si allungano e la terra comincia a prepararsi per il tripudio dell’abbondanza in primavera quando ogni cosa fiorisce e i campi si rivestono di colori e suoni.
La nascita di Gesù simboleggia la rinascita della luce spirituale nell’essere umano e il percorso di amore che porterà ad unire quello che è in alto con quello che è in basso ovvero a portare il cielo in terra.

Oggi la terra sta proprio nel mezzo di un cambiamento molto profondo e probabilmente stiamo toccando il punto più basso in cui la materia sovrasta ogni cosa, determina ogni scelta e la luce dell’amore è relegata nell’angolo, sempre più ristretto, della famiglia che sempre più deve barcamenarsi con problemi economici i quali tolgono molto agli affetti e agli atti di amore reciproco.

La maggioranza delle persone sembra accecata dal potere e dal denaro ed ogni cosa viene valutata per quanto denaro e potere può portare e non al ben-essere che produce e all’amore che porta. Questo corrisponde al momento in cui l’oscurità dell’umanità ha raggiunto il punto massimo e la luce il suo punto minimo.

Per questo è necessario che tutti noi e specialmente voi che avete davanti una vita intera, abbiate presente quanto grande sia il lavoro che insieme dobbiamo fare per riportare giustizia, luce e amore nella vita di ogni essere umano. Così quest’anno non vi abbiamo fatto il solito regalo, ma vi abbiamo messo in una busta il simbolo di questo mondo attuale e il simbolo invece di quello che dovrà nascere dentro e fuori di noi affinché la luce possa crescere e portare alla primavera dell’umanità. Il simbolo del vecchio modo di essere è il denaro rappresentato dall’euro, usato per soggiogare e rendere schiave intere popolazioni. L’altro è lo SCEC che è il buono della Solidarietà ChE Cammina e rappresenta un atto di amore reciproco e costituisce l’antidoto per la costruzione di un mondo nuovo dove le persone non conteranno per quanto possiedono, ma per quanto amore e quindi luce trasmettono agli altri.

Non vi preoccupate se ancora non comprendete questi concetti, essi diventeranno più chiari man mano che passerà il tempo e gli eventi matureranno. Conservate nel vostro portafoglio quel piccolo SCEC e portatelo sempre con voi. Quando andando a comprare qualcosa vi chiederanno euro e SCEC o solo SCEC, tutto vi diventerà chiaro e quello sarà il segnale che l’antidoto sta guarendo la malattia.

Un’altra cosa è importante che sappiate: qualsiasi cosa può essere cambiata se avete e trasmettete l’amore che avete dentro, anche la più difficile, ma non si deve mai cedere alla paura. La luce, quindi l’amore, quando viene manifestato scaccia sia il buio che la paura come una piccola candela illumina una stanza facendo ritirare l’oscurità.

Vi auguriamo di manifestare tutto l’amore che avete dentro per illuminare di luce tutto il vostro mondo e le tante persone che incontrerete nella vostra lunga e bellissima vita.