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Letture: Dipende da te

lunedì, luglio 18th, 2011

Come promesso, eccomi tornato dalla Grecia ed eccovi le mie impressioni su “Dipende da Te” il libro curato da Luca Lombroso ed edito da Gribaudo che ho finito di leggere nei 40 gradi di Atene (della Grecia vi parlo poi con calma che la faccenda è seria).

Premessa

Luca Lombroso è uno con cui faccio molte cose e condivido pezzetti di vita. Non consideratemi quindi completamente obiettivo nel fare questa recensione. Proprio per questo comincerò dai dubbi piuttosto che dalle certezze.

Il rischio di semplificare

In questo libro Lorena Lombroso e Simona Pareschi creano un bel centalogo di cose che si possono fare per non rimanere passivi di fronte ai cambiamenti in corso e prepararsi agli anni che verranno (direi anche a quelli che sono già qui)..

Mi sembra pensato per un pubblico vasto e non necessariamente preparato rispetto alle tematiche affrontate. Tutto è quindi trattato in modo semplice, a schede, per punti e organizzato per argomenti (il ventaglio è davvero molto vasto, ma di facile consultazione).

Quando si fa in questo modo esiste un dilemma costante tra il raccontare le cose fino in fondo e semplificare in modo che tutti capiscano. Conoscendo Luca, immagino quante volte si sarà grattato la testa per decidere che fare.

Lui è uno che va al lavoro in bici (e sono chilometri) e quando deve comprare qualcosa si chiede se sia giusto oppure no. Essendo un membro di ASPO Italia e un esperto del clima ha un’idea molto chiara delle conseguenze di ogni nostra azione, vi assicuro che non prende niente alla leggera.

Credo che alla fine si siano fatti i giusti compromessi, ma avverto i più esigenti (quelli che si sono già macinati tutti i libri che contano) che ci sono punti su cui potrebbero soffrire un po’ per le semplificazioni.

In realtà non è un vero problema, se vuoi approfondire c’è sempre il modo di farlo con altre fonti (che quando è necessario vengono prontamente richiamate nel libro) e la vera missione di questo testo è costruire una rassegna sensata delle azioni possibili e alla portata di tutti o quasi tutti.

Un utilissimo vademecum

Per tutti gli altri quindi, quelli che hanno fame di indicazioni corrette, esempi, informazioni utili, questo libricino è una miniera da scavare nel tempo. Ricca di idee, basata sempre su un utile mix di base scientifica e buon senso, e non mancano vere e proprie golosità che saccheggerò senza pietà per le mie attività divulgative. Cito a memoria (ho dovuto prestare la mia copia), sentite com’è efficace:

“Se tutta l’acqua presente sul pianeta stesse in una vasca da bagno, quella potabile starebbe in un cucchiaino da te”

Particolare non irrilevante, carta, formato e grafica sono piacevolissime (testo forse un po’ piccolino per noi ultraquarantenni ipermetropi), ma è anche un bell’oggetto da manipolare. Bravi.

Chi dovrebbe leggerlo?

Una volta fatte le considerazioni di cui sopra, mi sento di consigliarlo a tutti. Gli editori adorano i decaloghi e le raccolte di “buone ricettine”, ma non sempre questo approccio coincide con la qualità nei contenuti.

Ovviamente mi pare particolarmente utile a chi affronta per la prima volta questi argomenti e per tutti quelli che hanno difficoltà a rapportarsi con testi troppo discorsivi. Qui quasi tutte le schede si risolvono in una, massimo due pagine e sono corredate di spunti, citazioni, indicazioni di ricerca, ecc.

Buona lettura.

Benvenuto a Luca Lombroso

lunedì, maggio 9th, 2011

Oggi anche Luca Lombroso approda qui nel nuovo spazio blog de “Il Cambiamento”. Lo fa raccontandovi di Medolla, una delle tante serate divulgative in giro per l’Italia. Ci incrociamo spesso in questa attività, a volte siamo assieme, a volte io chiamo lui a Monteveglio, a volte lui chiama me altrove. È sicuramente uno dei divulgatori climatici più gettonati nel circuito delle Città di Transizione.

Ultimamente abbiamo anche sperimentato una formula seriale in cui lui e Mirco Rossi vanno prima a raccontare come stanno le cose nel mondo (stanno maluccio dal punto di vista clima e risorse… e forse anche da tanti altri punti di vista), poi alla fine mandano me dicendo “tu sei quello che poi va a dare speranza…”.

Se io riesca a dare speranza non saprei dirlo, una cosa è certa, le persone hanno bisogno di stimoli che le aiutino a pensare in modo “diverso” e quelli che in questo momento stanno dedicando tanto tempo alla divulgazione cercano di fare proprio questo.

Del post di oggi di Luca vorrei evidenziare un aspetto davvero cruciale. Sto conducendo molte interviste, in Italia e all’estero, a scienziati, specialisti, studiosi, professionisti che si occupano del futuro e tutti vedono nel settore “riparazioni del pianeta e dei danni che abbiamo fatto fino qui” un immenso bacino di lavoro.

Forse questa è l’idea più intelligente che si può avere di una new economy. E mi raccomando, non mi sto limitando ai danni materiali, all’inquinamento, alla cementificazione, alla antropizzazione smodata, mi riferisco anche ai danni fatti a noi stessi come specie.

Dovremo riparare all’immensa solitudine delle persone, trovare una risposta al senso di vuoto, raschiare via l’ossessione per la competizione, proporre alternative a questo strano nulla che trascina milioni e milioni di esseri umani nella spirale della depressione.

Caro Luca, grazie a te e al tuo contatore geiger per quello che fate in giro per l’Italia. Vediamo se riusciamo a incrociare le nostre passioni anche in questo spazio e ad avviare tutti assieme un bell’Ufficio Riparazioni Sistemiche. Potrebbe essere davvero divertente… soprattutto di questi tempi.