Sabato quindi sono stato tutto il giorno a Terrafutura, un’edizione caotica ma interessante, la cui nota dominante direi essere stata l’intensità. Mi è parso (ma anche Daniel e altri hanno avuto la stessa impressione) che ci fosse meno turismo curioso e più attenzione consapevole da parte del pubblico.

Daniel Tarozzi
Caotica e intensa
La fiera era variegata come sempre, con il padiglione principale ripieno di un po’ di tutto, dal ciarpame del “famolo ecologico” fino a cose pregevoli e sensatissime. La tensione generale però era diversa. Nella sala della prima conferenza a cui ho partecipato, quella organizzata da Il Cambiamento, si è raccolta tanta gente e si è generata molta attenzione.
Lo vedevo dagli occhi delle persone presenti, ascoltavano davvero, partecipavano in modo sincero al flusso dei pensieri e delle idee. Non è sempre così, non in questi spazi pieni di distrazione, rumori, stimoli esterni.
Begli incontri
Come sempre la parte più interessante di queste “gite fuori porta” sono gli incontri. Fare due chiacchiere con Daniel che non vedevo da tempo. Ragionare di futuro con Paolo Ermani di Paea, conoscere le altre persone della redazione, ascoltare i racconti di Lorella Zanardo, cercare di curare il mal di testa di Carlo Bogliotti di Slow Food. Tutti incontri speciali e che, molto fuori dalla retorica, davvero rendono più ricchi.

Lorella Zanardo
Il corpo delle donne
Lorella, per esempio, parla delle donne in quel modo particolare che solo le donne sembrano riuscire a praticare. Cose pesanti dette in modo leggiadro, temi scabrosi maneggiati con cura e rispetto. Non è semplice come potrebbe sembrare e ne sono rimasto colpito. Ha parlato anche della fatica che serve per cambiare le cose attorno a noi, dell’accettare che questa fatica faccia parte del gioco e sia alla fine una fatica che si fa volentieri perché quello che ne esce ci ricompensa ampiamente.

Carlo Bogliotti
In difesa del cibo
Carlo ha raccontato di quanto il cibo dia forma alla nostra cultura e alle nostre comunità, ogni volta che mi incorcio con qualcuno di Slow Food penso che dovremmo trovare il tempo di parlarci e organizzarci per diventare sinergici come già avviene all’estero. Prima o poi faremo anche questo… in realtà a Monteveglio lo facciamo già un po’.

Paolo Ermani
Sprecare il futuro
Paolo invece ha evidenziato in modo molto pragmatico un dato che purtroppo è noto generalmente solo agli specialisti, ovvero lo spreco enorme di energia che affligge il nostro sistema di produzione e distribuzione. Non stiamo parlando della lampadina che voi distrattamente lasciate accesa mentre siete al lavoro, ma di quel che va perso in fase di produzione nelle centrali o durante la distribuzione tramite elettrodotti vecchi e inefficienti. Se c’è una green economy che ci aspetta, forse dovrebbe cominciare da lì.
Formaggio di capra
Poi ci sono gli incontri che non ti aspetti. Il sindaco che ti lascia il biglietto da visita e ti dice “parliamone” e soprattutto un simpatico signore sorridente con un formaggetto appena fatto. “Abito vicino a te” mi dice, “ma non sapevo quel che state facendo. Tieni, è un formaggio fatto da due vecchietti che ne fanno 4 ogni giorno, io glieli vendo tutti perché non voglio che smettano. E poi faccio il pane per una trentina di famiglie, cerco grani antichi, ecc…”
Ora, io non posso pensare che lui sia venuto a Terrafutura con un formaggetto per me. Cioè, se è così mi metto a piangere. Anche perché poi, a casa, il formaggetto l’ho assaggiato, e vi assicuro che è una cosa deliziosa.

Clara Mantica (dx) e Giuliana Zoppis (sx)
Ma non è finita
Poi è arrivata Giuliana Zoppis “Lo sai che ho appena scritto un articolo su di voi su D di Repubblica? Ho intervistato anche Rob Hopkins”. Così ci siam messe a fare un sacco di chiacchiere e alla fine abbiamo scoperto che eravam assieme alla conferenza delle 17:30 all’interno del programma Words World Web.
Giuliana è traboccante di energia e entusiasmo, è una delle anime del progetto BestUp (l’altra anima la vedete nella foto) e mi par di capire che una ne pensa e cento ne fa. Con noi c’era poi anche Gino Tocchetti, altro bell’incontro. Lui si occupa di Ecosistema 2.0. great stuff (come direbbe Rob) andate a dare un’occhiata.

Gino Tocchetti
Ritornare a casa
Alla fine ero un po’ cotto, sono rientrato con lo zaino pieno di libri (mannaggia non riesco a togliermi la dipendenza) e con un magnifico Wari in legno (il tutto vagamente insaporito dal formaggetto). Mio figlio (7) mi batte in tutte le partite, mia moglie anche. Alla figlia piccola (5) non l’ho ancora insegnato, se mi battesse anche lei la cosa si farebbe imbarazzante… forse era meglio se lo lasciavo là?