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Esercizio n. 3 per cambiare il mondo

giovedì, febbraio 23rd, 2012

Ok, il primo e il secondo esercizio erano difficilini. Il terzo che vi propongo è estremamente facile, a patto che voi possediate un contratto di fornitura elettrica a casa o in ufficio.

L’esercizio consiste nel cambiare fornitore, questo vi consentirà di portare a zero le vostre emissioni di gas serra correlate ai consumi elettrici.

VI SPIEGO TUTTO

Dopo molto, molto, molto, molto, molto lavoro, CO-Energia è riuscita a chiudere una convenzione con Trenta spa (del gruppo Dolomiti), un fornitore di energia elettrica che produce esclusivamente con fonti rinnovabili non emissive e che ha accettato di costruire un contratto di fornitura fortemente ispirato alle idee dell’economia solidale.

Voi non potete immaginare quanto tempo e quanta caparbietà siano state necessarie per giungere a un risultato come questo. Quanti altri interlocutori, quante speranze e delusioni, si sono susseguite per arrivare a poter offrire un contratto di questo tipo.

FUNZIONA COSI’

Oltre alla garanzia di energia 100% rinnovabile, certificata di provenienza italiana, sono incorporati elementi che caratterizzano i processi di economia solidale:

  • l’istituzione di un Fondo di solidarietà per lo sviluppo di progetti di economia solidale promossi dai cittadini (fondo alimentato in pari misura da chi aderisce alla convenzione e da Trenta spa, e gestito dall’Associazione Co-Energia)
  • la trasparenza in bolletta e sugli impianti di produzione gestiti da Trenta
  • la prospettiva che il fornitore diventi acquirente e canale di immissione sul mercato di energia rinnovabile prodotta nei territori da associazioni e cittadini con impianti collettivi di piccola taglia.

Meraviglioso!

E poi non dite che non do mai buone notizie. Anche perché purtroppo non tutta l’energia che viene certificata come “verde” lo è veramente, soprattutto è quasi impossibile controllare.

Per farvi un esempio, io ho da molti anni, a casa e in ufficio, una fornitura di energia certificata RES, a un certo punto però, il mio fornitore ha deciso di entrare nella gestione di un inceneritore. I miei elettroni sono ancora certificati, ovviamente, ma diventa molto più complicato capire dove vengano veramente prodotti…

Molti degli accordi tentati in precedenza con altre aziende crollavano proprio su questi punti: trasparenza e controllo. Ma CoEnergia è popolata di personaggi totalmente intransigenti e incontentabili, quindi se qualcosa non è limpido come il cristallo di boemia non c’è verso di farlo passare. I nostri eroi volevano la carta di identità di ogni singolo elettrone e, dopo lungo penare, alla fine ce l’hanno fatta.

Ma non ho finito.

C’è anche uno sconto del 12% sulla componente energia della bolletta (come sapete le bollette riportano molte voci che rappresentano tasse di vario tipo). Su una bolletta media si calcola che questo 12% possa incidere di circa un 6% (ma dipende da caso a caso).

IL MONDO SI CAMBIA COSI’

Ecco ora sapete tutto.
Cliccate qui e fate un passo concretissimo per cambiare tutto.
Vi do 10 giorni. Se non lo fate entro questo tempo probabilmente non lo farete più e a quel punto sarà molto importante per voi chiedervi perché.

Fatemi sapere. Buon esercizio!

PS: Se avete già il fotovoltaico Trenta può operare con il GSE quindi nessun problema.
PPS: Se andate a emissioni zero questo non vuol dire che potete aumentare i vostri consumi, anzi… (mi raccomando eh…)

Approfondimento: cosa significa acquistare energia “verde”

Non ho nemmeno postato questo articolo che ho già ricevuto solleciti a spiegare di più, ok procedo, vediamo se mi riesce.

Quando acquistate energia certificata non consumerete davvero l’energia che viene prodotta nell’impianto del fornitore con cui stipulate il contratto. Nel nostro caso, ad esempio, potreste pagare la bolletta a Trenta e consumare energia prodotta in una centrale a carbone, in una centrale turbogas, dal fotovoltaico del vicino di casa, in un impianto nucleare in Francia ecc.

Nessuno può veramente instradare gli elettroni fino al vostro contatore. Quello che conta, però è che Trenta produce e immette in rete abbastanza energia per coprire tutto il fabbisogno dei propri utenti. Più utenti chiederanno VERA energia certificata, più i produttori di energia dovranno mettersi nelle condizioni di produrla. La vostra azione, quindi, sposta il mercato, anche in senso fisico, lo riorganizza da basso (ogni tanto le leggi del mercato possono essere usate a scopi benefici).

Attenzione però, produrre energia senza emissioni non è semplice. Non siamo tecnicamente in grado di farne la stessa quantità che produciamo dalle fonti fossili. Ecco perché è necessario comunque continuare a lavorare per ridurre i consumi. Se dopo questo mio post tutti i cittadini italiani chiedessero VERA energia verde beh… semplicemente non ci sarebbe sul mercato (comunque tranquilli, non succederà).

Servono grandi investimenti nelle rinnovabili non emissive (ricordate che quando si brucia qualcosa bene o male si emette) per fare una transizione dalle fonti fossili ad altro e serve anche una grande riduzione del fabbisogno accompagnata da un grande lavoro culturale. Questa piccola possibilità di uso della leva di mercato è comunque un elemento estremamente utile e alla portata assolutamente di tutti.

 

Kitegen: ritratto di un’idea

venerdì, giugno 10th, 2011

Ho scoperto di Kitegen un paio di anni fa, un progetto straordinario, con obiettivi straordinari. Sono passato dallo scetticismo iniziale al convincermi del fatto che in questa idea degli aquiloni che rastrellano il vento in quota e lo trasformano in energia c’era una potenziale chiave di svolta per l’umanità.

Non l’ho fatto da solo, ma attraverso le riflessioni di molti scienziati seri che hanno analizzato il progetto rivoltandolo come un calzino finendo per concludere che la cosa funziona.

Semplice e impossibile

Da molto tempo sappiamo che in quota c’è sempre vento, tanto vento. Se si potesse costruire una torre eolica alta 2000 metri produrrebbe davvero un sacco di energia. Ma la fisica impone dei limiti precisi a ciò che possiamo costruire.

In tanti hanno cercato di immaginare un modo per sfruttare tutto quel ben di Dio. Tanta, tantissima energia gratis. Però son quelle cose che sembrano facili, ma non lo sono. Ecco che un giorno, un italiano, Massimo Ippolito, si siede e decide che lui ci riuscirà. (continua…)

Quanta elettricità consuma casa tua?

martedì, maggio 3rd, 2011

Sono alcuni giorni che su una mensola di casa c’è uno strano apparecchietto che legge in tempo reale i consumi di elettricità della mia famiglia. Non vi dico come si chiama e di che marca è per non fare pubblicità indebita e soprattutto perché al momento lo stiamo testando.

Si tratta infatti di uno dei tanti esperimenti in corso a Monteveglio, una trovata di Attilio che era in caccia di un dispositivo simile già da un po’. Il fatto è che gli apparecchi in commercio fino a poco tempo fa erano molto costosi e complessi da installare, oppure erano semplici ma molto imprecisi, oppure erano precisi e scomodi da consultare…

Insomma, ora invece ne esistono di semplici, economici e “pare” precisi e funzionali. Quindi per scoprire se sia proprio così ne abbiamo comprati una decina e ce li siamo messi in casa per vedere come vanno (per quel che ho capito fino a oggi direi che vanno bene).

Vedere è potere

Il vantaggio di rendere evidenti i consumi in tempo reale è davvero grande. Improvvisamente, tante cose che si sentono dire diventano concrete e reali. Avete presente la faccenda degli stand-by? Beh, quando scopri che con tutto spento stai ancora assorbendo dalla rete 50 W la cosa ti fa subito innervosire.

Guardi il display. 50 W. Ti guardi intorno e vai a caccia di qualcosa che ti sei dimenticato di spegnere. 50 W son mezza lampadina a incandescenza. Metà di quelle lampadine che, quando ero piccolo, stavano al centro del soffitto e illuminavano da sole tutta una stanza. Mezza lampadina che rischia di stare accesa tutto l’anno, 24 ore al giorno. Dove si nasconde? Maledetta!

E così ti metti in giro e stacchi trasformatori dimenticati nelle prese, spegni un numero sconsiderato di stand-by di televisore, decoder, lettore dvd, altro decoder, radio, videogioco dei figli (con il quale per altro hanno il premesso di giocare solo raramente, ecc).

Come va ora? 3 W. Meglio, molto meglio. Il metabolismo basale del mio appartamento sono 3 W. Poi parte il compressore del frigorifero e l’incubo ricomincia. E non avete idea di quanto assorba la TV quando è in funzione…

Uno strumento terapeutico

Vedere i nostri consumi è utile, se tutti avessimo in casa un oggetto come questo probabilmente le nostre abitudini muterebbero rapidamente e si risparmierebbe tantissimo in emissioni e bollette. Infatti li stiamo testando per poi proporli al resto della comunità come strumento “terapeutico” al fine di curare la nostra insaziabile fame di energia.

Come ho scritto anche sul blog di Monteveglio Città di Transizione, i possibili sviluppi sono questi:

  1. un gruppo d’acquisto per chi lo vuole per sè in modo permanente
  2. un servizio di noleggio per chi vuole misurare, migliorare e poi passare la palla
  3. renderlo disponibile in qualche negozio di Monteveglio per gli acquisti isolati
  4. vedere assieme al Comune se ci sono incentivi da catturare in modo da abbattere ulteriormente il costo dell’apparecchio

Vediamo come si sviluppa questa cosa e se questo oggettino mantiene tutte le sue promesse. Le potenzialità sono tante, si possono monitorare anche singolarmente un certo numero di punti di assorbimento (che so, i singoli elettrodomestici ad esempio), si possono scaricare i dati ed elaborare statistiche di consumo.

Una rete di questi apparecchietti consentirebbe di realizzare una dettagliatissima carta di identità elettrica della comunità, molto utile per programmare i cambiamenti necessari a un percorso di sostenibilità (il sistema si può interfacciare direttamente a internet).

Vi farò sapere.