Sabato a Monteveglio abbiamo fatto una festa di conclusione delle ulteriori due settimane di piedibus che sono state sperimentate con la scuola primaria. Eravamo in piazza con un meraviglioso laboratorio creativo, merenda agricola e un po’ di mezzi elettrici da sperimentare per vedere che effetto fa muoversi in silenzio a emissioni zero.
Devo dirvi la verità, a parte il Segway, che conoscevo già bene e apprezzo da tempo (soprattutto perché Jacopo ne ha uno e quando vado da lui mi ci diverto molto), sono rimasto impressionato dalla Fiat 500 elettrica e dagli scooter.
Il livello di questi mezzi è ormai davvero raffinato, di benzina e gasolio non si ha nessuna nostalgia. E pensare che stiamo ancora parlando di prodotti quasi artigianali derivati dalla tecnologia a combustione interna.
Soprattutto la Fiat 500 che ho potuto provare è un’auto di serie alla quale viene tolto il motore tradizionale per sostituirlo con la motorizzazione elettrica. Un processo quindi molto lontano dall’ottimizzazione necessaria. Lo scooter era invece un progetto “elettrico” con motore nella ruota posteriore e almeno 4 anni di sperimentazione commerciale, quindi un veicolo abbastanza collaudato.
Toccare con mano mi ha fatto pensare ancora una volta a quanto avremmo potuto fare in questo settore se avessimo investito in maniera sensata. Mezzi di trasporto di questo tipo disponibili in modo condiviso (car sharing o altre formule) renderebbero possibile una mobilità piuttosto capillare e forse anche sostenibile.
È stato molto interessante anche vedere la reazione delle altre persone. A parte chi si occupa per lavoro o per passione di queste cose, non molti avevano visto un veicolo elettrico da vicino. Qualcuno commentava: “ma che senso ha usare il petrolio se possiamo fare mezzi così?”.
Rimangono certamente gli aspetti dolenti del prezzo e della rete di assistenza, ma è facile immaginare che si risolverebbero con un mercato più esteso e con l’uso condiviso dei mezzi, un passaggio culturale che risulterà probabilmente indispensabile.
Vedremo… in ogni caso è stato divertente.
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