
Ok, il primo e il secondo esercizio erano difficilini. Il terzo che vi propongo è estremamente facile, a patto che voi possediate un contratto di fornitura elettrica a casa o in ufficio.
L’esercizio consiste nel cambiare fornitore, questo vi consentirà di portare a zero le vostre emissioni di gas serra correlate ai consumi elettrici.
VI SPIEGO TUTTO
Dopo molto, molto, molto, molto, molto lavoro, CO-Energia è riuscita a chiudere una convenzione con Trenta spa (del gruppo Dolomiti), un fornitore di energia elettrica che produce esclusivamente con fonti rinnovabili non emissive e che ha accettato di costruire un contratto di fornitura fortemente ispirato alle idee dell’economia solidale.
Voi non potete immaginare quanto tempo e quanta caparbietà siano state necessarie per giungere a un risultato come questo. Quanti altri interlocutori, quante speranze e delusioni, si sono susseguite per arrivare a poter offrire un contratto di questo tipo.
FUNZIONA COSI’
Oltre alla garanzia di energia 100% rinnovabile, certificata di provenienza italiana, sono incorporati elementi che caratterizzano i processi di economia solidale:
- l’istituzione di un Fondo di solidarietà per lo sviluppo di progetti di economia solidale promossi dai cittadini (fondo alimentato in pari misura da chi aderisce alla convenzione e da Trenta spa, e gestito dall’Associazione Co-Energia)
- la trasparenza in bolletta e sugli impianti di produzione gestiti da Trenta
- la prospettiva che il fornitore diventi acquirente e canale di immissione sul mercato di energia rinnovabile prodotta nei territori da associazioni e cittadini con impianti collettivi di piccola taglia.
Meraviglioso!
E poi non dite che non do mai buone notizie. Anche perché purtroppo non tutta l’energia che viene certificata come “verde” lo è veramente, soprattutto è quasi impossibile controllare.
Per farvi un esempio, io ho da molti anni, a casa e in ufficio, una fornitura di energia certificata RES, a un certo punto però, il mio fornitore ha deciso di entrare nella gestione di un inceneritore. I miei elettroni sono ancora certificati, ovviamente, ma diventa molto più complicato capire dove vengano veramente prodotti…
Molti degli accordi tentati in precedenza con altre aziende crollavano proprio su questi punti: trasparenza e controllo. Ma CoEnergia è popolata di personaggi totalmente intransigenti e incontentabili, quindi se qualcosa non è limpido come il cristallo di boemia non c’è verso di farlo passare. I nostri eroi volevano la carta di identità di ogni singolo elettrone e, dopo lungo penare, alla fine ce l’hanno fatta.
Ma non ho finito.
C’è anche uno sconto del 12% sulla componente energia della bolletta (come sapete le bollette riportano molte voci che rappresentano tasse di vario tipo). Su una bolletta media si calcola che questo 12% possa incidere di circa un 6% (ma dipende da caso a caso).
IL MONDO SI CAMBIA COSI’
Ecco ora sapete tutto.
Cliccate qui e fate un passo concretissimo per cambiare tutto.
Vi do 10 giorni. Se non lo fate entro questo tempo probabilmente non lo farete più e a quel punto sarà molto importante per voi chiedervi perché.
Fatemi sapere. Buon esercizio!
PS: Se avete già il fotovoltaico Trenta può operare con il GSE quindi nessun problema.
PPS: Se andate a emissioni zero questo non vuol dire che potete aumentare i vostri consumi, anzi… (mi raccomando eh…)
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Approfondimento: cosa significa acquistare energia “verde”
Non ho nemmeno postato questo articolo che ho già ricevuto solleciti a spiegare di più, ok procedo, vediamo se mi riesce.
Quando acquistate energia certificata non consumerete davvero l’energia che viene prodotta nell’impianto del fornitore con cui stipulate il contratto. Nel nostro caso, ad esempio, potreste pagare la bolletta a Trenta e consumare energia prodotta in una centrale a carbone, in una centrale turbogas, dal fotovoltaico del vicino di casa, in un impianto nucleare in Francia ecc.
Nessuno può veramente instradare gli elettroni fino al vostro contatore. Quello che conta, però è che Trenta produce e immette in rete abbastanza energia per coprire tutto il fabbisogno dei propri utenti. Più utenti chiederanno VERA energia certificata, più i produttori di energia dovranno mettersi nelle condizioni di produrla. La vostra azione, quindi, sposta il mercato, anche in senso fisico, lo riorganizza da basso (ogni tanto le leggi del mercato possono essere usate a scopi benefici).
Attenzione però, produrre energia senza emissioni non è semplice. Non siamo tecnicamente in grado di farne la stessa quantità che produciamo dalle fonti fossili. Ecco perché è necessario comunque continuare a lavorare per ridurre i consumi. Se dopo questo mio post tutti i cittadini italiani chiedessero VERA energia verde beh… semplicemente non ci sarebbe sul mercato (comunque tranquilli, non succederà).
Servono grandi investimenti nelle rinnovabili non emissive (ricordate che quando si brucia qualcosa bene o male si emette) per fare una transizione dalle fonti fossili ad altro e serve anche una grande riduzione del fabbisogno accompagnata da un grande lavoro culturale. Questa piccola possibilità di uso della leva di mercato è comunque un elemento estremamente utile e alla portata assolutamente di tutti.
Tags: cambiare, elettricità, emissioni
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Ma rispetto all’energia “normale”conviene? In Italia abbiamo avuto e abbiamo tutt’ora una finta liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica, Enel, continua a detenere il “monopolio’ sopratutto per quanto riguarda la rete elettrica, l’infrastruttura, quindi le nuove aziende che si affacciano sul mercato devono sempre appoggiarsi su quest’ultima arrivando ad un prezzo di mercato a volte superiore al “vecchio” monopolista. Sbaglio? spero di si…ma attendo delucidazioni. Cordiali saluti uno che studia la transizione, in Olanda.
Sul piano del mero conto economico il risparmio è del 12% come ho scritto (sulla componente energia). In una visione sistemica è infinitamente più grande… quindi sì, conviene.
Ciao Cri,
anche io mi associo a fabrizio nel chiedermi come si sciolgano poi i nodi relativi al fatto che l’enel rimane comunque gestore delle infrastrutture… noi abitiamo in una zona un po’ impervia e abbiamo visto sul ramo telefonia che passare ad un’altro gestore ha rappresentato un problema serio, perche’ a quel punto ogni riparazione (e nei borghi di campagna si tratta spesso di riparazioni sulla rete fisica… sai… cacciatori che impallinano cavi, cose di questo genere) andava comunque gestita dall’ex-monopolista, con passaggi e contropassaggi di testimone e di responsabilita’… insomma, se la liberalizzazione e’ finta, come dice fabrizio, e io concordo, come faccio io ad incoraggiare familiari e vicini di casa a fare una scelta sapendo che saremo poi noi a pagarla sulla nostra pelle (e quando aspetti i tecnici 12 volte a settimana, non c’e’ 12% di sconto che regga)?
In effetti capisco bene la preoccupazione e non mi sento nemmeno di rassicurarti pienamente, viviamo in un mondo complesso… Quello che posso dire è che quando ho fatto il cambio io, anni fa, ero mooooolto preoccupato e ho cambianto prima l’utenza di casa poi quella di ufficio (per fare l’esperimento). Le esperienze con le compagnie telefoniche erano state traumatizzanti, in quel caso invece è andato tutto molto liscio.
Nuova tensione quano ho installato il fotovoltaico, e invece anche in questo caso tutto molto liscio, personale ENEL gentile e professionale, nessun problema. Sarà che sto nella civilissima Emilia? Boh?
Qualcuno mi ha spiegato che in campo elettrico esistono sanzioni pesanti se chi gestisce la rete ostacola gli operatori, forse questo rende la cosa meno italica che in altri campi.
Non ho notizia di problemi particolari per tutti quelli che hanno fatto il cambio che feci io (sono migliaia), però anche questo non basta a farne una legge assoluta. L’impressione è che il mondo dell’elettricità sia molto diverso da quello della telefonia… io lì ho avuto problemi enormi costanti anche in ufficio in centro a Bologna a 100 metri dalla centrale.
Anche la cooperative retenergie ha un accordo simile, sempre con Trenta.
L’accordo è stato stipulato anche da gennaio 2011 con la cooperativa Retenergie che realizza impianti ad azionariato popolare http://www.retenergie.it
Trenta inoltre si è resa disponibile per supportare la coop. nella fatturazione diretta ai propri soci dell’energia prodotta dagli impianti collettivi, quando ci sarà una produzione sufficiente. In cantiere ora un impianto da 255 kWp sulla copertura di un mercato coperto a Boves (CN)
Fico! Non lo sapevo! Adesso ci penso e decidiamo!
Ottimo! ho appena richiesto l’offerta!
Ora provvedo a divulgare la notizia.
GRAZIE.
VORREI RISPONDERE A DEBORAH – NON E’ QUESTIONE DI RISPARMIARE IL 10 O IL 12 O IN NINETE % LA COSA IMPORTANTE E’ QUELLA DI ESSERE VERAMNETE SICURI CHE SI TRATTI DI ENERGIA PRODOTTA DA FONTI RINNOVABILI NON INQUINANTI QUALI IL FOTOVOLTAICO E CHE IN CASO DI GUASTO DI QUALSIASI TIPO LA SOCIETA’ CHE GESTISCE SIA IN GRADO DI INTERVENIRE VELOCEMNETE, ………….. LO E’ ????
(DOMANDA PER LO SCRITTORE DELL’ARTICOLO )
Ciao Anna, l’energia in questione è probabilmente la più verde e ragionevole reperibile sul mercato, per quanto riguarda ai guasti di rete per quelli bisogna vedere chi è deputato agli interventi nella tua zona, ma non dipende dal contratto che fai, per ogni ulteriore chiarimento rivolgiti tranquillamente a Co-Energia che son molto preparati a dare risposte di ogni genere.
Ho appena fatto la richiesta sia per l’elettricità che per il gas. Qualche dubbio e timre li ho anche io, ma credo che sia la strada giusta. Nel frattempo mi sto attivando per il fotovoltaico con PAEA.
Beh… il gas è un’altra storia…
certo, hai perfettamente ragione ed in effetti sul gas ci sto ancora ragionando. Penso però che sia meglio dare i miei soldi ad un’azienda che, almeno nel campo dell’elettrico, si dimostra trasparente e vicino al mondo delle rinnovabili, piuttosto che al mio comune.