Ad Alassio esiste la “panchina del tempo”

Quasi trent’anni fa, quando mio figlio Daniel era ancora piccolo, un giorno ci trovavamo ad Alassio, in Liguria, e stavamo parlando della relatività dello spazio e del tempo.

Eravamo in un piccolo parco nella zona centrale del paese, seduti su una panchina, e gli ho fatto questo esempio: ora noi siamo seduti in questo luogo, e siamo collegati a livello temporale con tutte le volte in cui, in futuro, uno di noi due o tutti e due ci siederemo di nuovo sulla stessa panchina.

Nello stesso modo, quando ci spostiamo nello spazio passeggiando, ci colleghiamo con altri luoghi.

Da allora, mi è capitato più volte di ritornare a sedermi su quella stessa panchina, e di “sentire” tutte le altre volte, a partire dalla prima, in cui ciò è avvenuto, e la presenza di me emio figlio in tutte quelle occasioni.

Questo esempio, quest’esperienza, a parer mio chiarisce perfettamente cosa si intende nella relatività einsteniana, o comunque nella fisica, quando si parla delle dimensioni che vanno al di là delle tre consuete.

In ogni istante, l’essere umano si muove in una realtà multidimensionale, ed è soltanto l’abitudine della nostra mente a identificare come primarie le tre dimensioni dello spazio: lunghezza, altezza, profondità che ci appaiono quotidianamente. Ecco che in esperienze quali il viaggio sciamanico, quali quelle del Nahual, e così via abbiamo la possibilità di spostarci in altre dimensioni lasciandoci per un momento alle spalle le tre ordinarie. Ed è esattamente quello che mi succede ogni volta che torno a sedermi sulla “panchina del tempo”…

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3 Risposte a “Ad Alassio esiste la “panchina del tempo””

  1. Michele Arpaia scrive:

    Buongiorno, vi scrivo da Alassio, mi piacerebbe individuare la vostra panchina perche’ dalla nostra panchina di via Cavour siamo in contatto permanente con il nostro amico Mario Berrino che ci ha lasciati fisicamente il 3 agosto, ma che ritroviamo e riviviamo in questo luogo. Questa era la panchina dalla quale Mario nei pomeriggi estivi al fresco del “ponentino”(misurabile,verificabile e quantificabile) dialogava con gli amici, gli ammiratori e con tutte le quelle persone che anche casualmente lo incontravano sulla loro strada. In questo luogo succedono cose interessanti. Provare per credere. Auguri di buone feste.

    • Giancarlo Tarozzi scrive:

      Purtroppo questo messaggio é stato nascosto finora dal filtro antispam. Rispondo con piacere, la panchina é nel giardinetto che c’é tra budello e Aurelia dopo Piazza Partigiani in direzione porto, io sono cresciuto tra Torino ed Alassio ed in effetti ci sono punti molto particoloari…

    • Giancarlo Tarozzi scrive:

      Purtroppo questo messaggio é stato nascosto finora dal filtro antispam. Rispondo con piacere, la panchina é nel giardinetto che c’é tra budello e Aurelia dopo Piazza Partigiani in direzione porto, io sono cresciuto tra Torino ed Alassio ed in effetti ci sono punti molto particolari…

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