Di nuovo qui…

Anzitutto… scusate la tardiva approvazione dei commenti ma siete finiti tutti nello SPAM e quindi vi ho bellamente trascurato… grazie mille dei commenti, vi verrò a scovare nella cartella proibita più spesso ;-)

Visto che siamo in vena di convenevoli… BUON ANNO! e Felice 2012. Che se fosse l’ultimo della nostra esistenza sarà meglio godercelo…

Ed ora gli aggiornamenti flash: 1) Appena finita la serra domestica adesso dovremmo essere sufficientemente coibentati dal freddo esterno, 2) Grazie alla stufa a legna abbiamo già dimezzato la bolletta GPL (in un anno in cui la nebbia è arrivata solo a gennaio)… 3) montate le elettrovalvole adesso abbiamo il riscaldamento diversificato in 3 zone della casa (per non scaldare inutilmente zone della casa meno utilizzate).

Infine gli aggiornamenti dal mondo… le banche italiane hanno aumentato gli spread di guadagno passando da spread dell’ 1%-2% a spread che vanno dal 5% all’8%. Il che significa che oggi, con la redditività che hanno le aziende italiane, è impossibile ripagare nuovi investimenti. Quindi l’economia italiana ha avviato il suo lento declino industriale avviandosi ad essere come gli Stati Uniti un paese di importatori… ma mentre gli americani puntano la pistola e dicono “cos’è che pago io?” con gli italiani il gioco è più semplice e ci hanno già messo sotto a pagare degli interessi. Volano i titoli di stato… il sogno italiano di tirare a campà alla meno peggio è stato scoperto dalla finanza internazionale e non verrà assecondato. Quindi? A LAVORARE! Come schiavi, per ripagare il debito (siamo ancora lontani da uno schiavismo repressivo ma analogamente i mezzi per rendere la popolazione asservita sono molto convicenti ed efficaci). Si fa presto a dire “a lavorare… ” ma a far cosa? Senza idee su come recuperare competitività internazionale rischiamo di fare la solita figura da italiani che mettono 10 persone a rompere le strade per avrene altre 20 che le asfaltino nuovamente. Se non fossi già pessimista in una situazione così lo diventerei. Ma non divaghiamo! Spread alti e salari stagnanti significano nesuna possibilità di investire sul futuro da parte delle famiglie con contestuale riduzione dei mutui casa, delle compravendite, ecc.. mi direte: meno dell’anno scorso? Vi dirò… zero è meno dell’anno scorso. Quando una casa costa 200.000 € e di interessi si paga come minimo il 6% (quindi 12.000 euro solo di interessi il primo anno) chi compra una casa se in affitto la può trovare a 800 euro al mese?

Ma non divaghiamo sul mercato immobiliare che sappiamo che ha i suoi grattacapi… Le aziende invece sono al collasso. Alcuni imprenditori stanno dando fondo ai propri risparmi e finite le case da ipotecare… non rimane che la chiusura. Il periodo espansivo delle attività imprenditoriali vissuto negli ultimi 10 anni è definitivamente esaurito. Poche attività sono in grado di ripagarsi e vi è un depauperamento costante della capacità produttiva… oggi si inseriscono tassi al 10% che incrementano il costo effettivo di un investimento di circa il 30%. Non crediate che quelli che oggi stanno bene sorrideranno a lungo… capita infatti che attività storiche (con tutti gli investimenti già ripagati) sembrino vivere la crisi con ottima capacità di sopravvivenza… si, è vero, se un’attività non ha debiti, i soci non hanno debiti, magari hanno qualche casa acquistata nel tempo e oggi si acontentano di uno stipendio decente… già loro sono benestanti… ma che provino a vendere l’attività!

L’inerzia di questo sistema economico è comunque stupefacente, pare che il sistema si riesca ad autoalimentare basando il tutto sull’idea che visto che è sempre andato tutto bene… ANDRA’ TUTTO BENE! Invece inesorabile il picco del petrolio ci colpirà duramente facendo svanire l’illusione monetaria dietro incontrovertibili cali di produzione.

Sono pessimista, lo sapete… dall’idea che mi sono fatto (basata su fonti e dati che non sto a riportare ma che sono facilmente reperibili in rete – uno per tutti: theoildrum) ancora qualche anno di lento declino (-3/-4%) poi la parte ripida… fino al 2020 -6% annuo e quindi il collasso che significa esaurimento entro il 2030. Potranno beneficiare ancora un po’ dell’era petrolifera i paesi produttori e la fetta di popolazione più ricca… (non credo di essere nella parte ricca.) Ma senza petrolio si vive benissimo lo stesso, l’umanità ha vissuto millenni senza petrolio… e quindi un paio di miliardi di persone potranno sopravvivere… ovviamente con altro tipo di confort rispetto alla vita attuale. Mancano circa 20 anni… per me sono sufficienti a diventare vecchio, per mio figlio saranno sufficienti a diventare maggiorenne.

Il mondo che vivrà lui sarà molto più duro di quello in cui ho vissuto io. Nei prossimi 20 anni la casa in cui abito dovrà divenire sempre più autosufficiente, e magari anche per lui la vita non sarà così malvagia…

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