Archive for the ‘conferenze’ Category

Durban-Bonn

venerdì, maggio 18th, 2012

Siete dalla nostra parte? o dalla parte dell'industria e delle lobbies "sporche"? (di gas serra, ndr) - PushEurope/YOUNGO

Il titolo non è una partita di calcio, bensì dopo 5-6 mesi dalla lunga notte di Durban, sono ripresi, pressochè ignorati dai media mainstream, i negoziati sui cambiamenti climatici. Si tengono a Bonn i primi “climate change talk UNFCCC”, incontri intermedi fra le Conferenze delle Parti. Devo dire che me ne ero quasi dimenticato anch’io, fino a che ho notato alcuni messaggi in twitter da persone e organizzazioni varie che avevo conosciuto a Durban oltre che sui bollettini e dai canali ufficiali UNFCCC e della segretaria esecutiva. I lavori fervono, si discute (sembra che il delegato Cinese sia arrabbiato, nessuno lo ascolti… kungfu?), ma intanto il pianeta si scalda e la speranza di star sotto ai 2°C di global warming si fa sempre più risicata. Si sta instaurando il nuovo gruppo di lavoro sulla “piattaforma di Durban”, si parla, ma non si trovano i soldi, per il green climate found (come si divideranno e dove si troveranno 100 miliardi di $ dal 2020, e, aggiungo, ci sarà ancora a quell’anno l’economia globalizzata e l’euro?), ma a quanto mi sembra di capire si stenta o anzi ci si divide sul tema fondamentale, l’attuazione e la durata della seconda parte del protocollo di Kyoto. Non entro nei dettagli, non ne sono in grado, a distanza e ribadisco che è difficile farsi un’idea di cosa succede in un grande evento a distanza, ma stavolta non ho alternativa. Qualcuno azzarda ottimistiche speranze di un accordo storico quest’anno, (ma con riduzione dopo il 2020, ovvero troppo tardi), però sbrighiamoci e non dimenticate, signori decisori e potenti, che i cambiamenti climatici sono anche e soprattutto una questione di giustizia etica internazionale e intergenerazionale. Andiamo così verso Doha, dove si terrà la prossima COP. Ora non sono in grado di far previsioni per quella data, inclusa la mia partecipazione: c’è chi dice che una conferenza sul clima in Quatar è come fare un convegno dell’AVIS nel Castello di Dracula. Ci penserò, d’altra parte sono io stesso donatore di sangue… ed emettitore di gas serra…

 

Le tre E e le tre cose da sapere

mercoledì, aprile 25th, 2012

le 3 E: Ecomy Energy Ecology

Come al solito, sono”silente ma non dormiente”, anzi chi mi segue in twitter si sarà accorto che sono piuttosto attivo sul social network, che si rileva uno strumento utile ed efficace per diffondere e ricevere informazioni su meteo, clima e dintorni. Martedì scorso per esempio ho partecipato a un interessante seminario, con un intervento e in perfetto stile “multitasking” facendo anche live twittening con “hashtag” #faenza #3E durante il seminario stesso dal titolo

Economy Energy Ecology

tre concetti raccolti molto bene nell’immagine della locandina, schema ispirato al Manuale della Transizione: qualsiasi suluzione o azione, in sostanza, deve tener conto, inevitabilmente, di questi tre aspetti. Soluzioni che apparentemente buone per il cambiamento climatico, per esempio i biocarburanti si scontrano con le esigenze di terreno coltivabile conseguenti il peak oil. Analogamente le “tar sands”, le sabbie bituminose, sono disastrose sul fronte climatico.

Interessanti anche per me gli interventi precedenti al mio: si è parlato di rinnovabili, del problema del ridimensionamento incentivi del quindi conto energia, di eco-certificazioni, discusso dei pro e contro delle controverse biomasse e di diritto ambientale riferito a gas serra e sostenze “ozonolesive”.

Nel mio intervento sono andato abbastanza a ruota libera, con i consueti filmati e con un utile spunto: appena prima di iniziare infatti la blogger Nalalie Young, di “Panama Low Carbon”, ha rilanciato il link sulle tre cose che le imprese devono sapere sui cambiamenti ed eventi estremi:

 

  1. Il pianeta si sta scaldando: 9 dei 10 anni più caldi sono avvenuti in questo principio di XXI secolo e il mese di marzo ha visto letteralmente stracciati molti record di caldo negli USA, ma anche in Italia.
  2. Il clima sta diventanto più variabile: ce ne siamo accorti anche noi: il nevone a febbraio, marzo straordinariamente caldo, aprile fresco (ma nulla di anomalo) e ora imminente un’ondata di caldo quasi estivo per l’anticiclone subtropicale Ignaz; circola un altro nome, ma i nomi ufficiali sono dati dal Dipartimento di Meteorologia dell’Università di Berlino. Peraltro, della confusione informativa nella meteorologia ne parlerò presto a Trento.
  3. aumentano gli eventi meteorologi estremi: alcuni esempi le alluvioni e opposte siccità in Corno d’Africa in Colombia, Australia e Stati Uniti

Le conseguenze sulle industrie e sul business sono inaspettate, non solo per i riflessi indiretti dei costi: gli eventi meteorologici estremi sono costati nel 2011 per l’economia statunitense, almeno 55 miliardi dollari secondo la NOAA , che di conseguenza gravano anche sul bilancio dello Stato, e da noi non va meglio, pensiamo ai tanti disastri dell’anno scorso a partire dalle alluvioni alle cinque Terre e a Genova. Gli eventi estremi possono però anche influire le catene di fornitura globali e la logistica. le inondazioni Bangkok e della Thailandia per esempio hanno condizionato la fornitura al mondo di dischi rigidi e memorie con perdite di profitto a causa del rallentamento produttivo in aziende come Intel e Apple. Tuttavia, le aziende devono fare di più per sviluppare strategie globali del clima non solo per ridurre le loro emissioni, ma anche per adattarsi a un mondo che cambia. Il cambiamento climatico non è più qualche minaccia lontana. E ‘ già in atto e gli effetti stanno diventando sempre più chiari. La frase storica finale però è della moderatrice dell’incontro, a cui seguirà un corso organizzato sempre da Dinamica Formazione, Antonietta Stinga: … innovazione, comunità, azione dal basso….

Non chiedere la strada a chi già la conosce ma a chi come te la sta cercando