L’aria peggiora: in Emilia Romagna, ma non solo, probabilmente. Prendo ad esempio l’Emilia Romagna e Modena, perchè sono realtà che conosco. Lo scorso anno, nel 2011, Modena raggiunse i 35 giorni di superamento del livello massimo di legge delle polveri fini (PM10) di 50 ug/m3 il 9 marzo, quest’anno abbiamo “sforato” già il 19 febbraio, oltre due settimane prima. Un netto peggioramento, nonostante le ultime settimane perturbate.
Una situazione che spazza via d’un colpo le argomentazioni e affermazioni della politica secondo cui la qualità dell’aria è migliorata, grazie ai provvedimenti antismog, nonché l’uso delle condizioni meteo come “imputato numero uno” dello smog: anche quando nevicava infatti lo smog era fuorilegge (povera neve, oggi non mangerei certo la neve con la saba, come un tempo!). Vero, ci sono varie ragioni in tutto questo, ci sono vari “responsabili” dello smog, traffico, edifici residenziali e commerciali, industria, energia, inceneritori su cui potremmo discutere, ma voglio parlare di altro. Cioè non dar solo problemi e cattive notizie ma soluzioni o quanto meno proposte.
Riprongo e riposto dunque la “carta d’azioni per il clima per Modena 2030”: ma vale anche per qualunque altra città, basta cambiare il nome e magari andare a Sydney e copiare. Dove i cantieri ci sono già. Non per parcheggi o nuovi grattacieli, ma per la città del 2030 “smart, gridded connected”.
Obiettivi “città 2030”
- riduzione delle emissioni serra rispetto al 1990 del 40% entro il 2030
- entro il 2030 il 40% dell’energia elettrica dovrà provenire da fonti rinnovabili
- entro il 2030 portare al 40% l’uso dei mezzi pubblici per gli spostamenti casa-lavoro, altrettanto al 40% l’uso di mezzi pubblici o non privati da parte dei residenti
- entro il 2030 almeno il 30% degli spostamenti in città dovrà avvenire in bicicletta e il 50% a piedi
- entro il 2030 l’80% dei residenti dovrà risiedere a meno di 10 minuti a piedi (800 metri) da negozi alimentari, servizi sociali e sanitari, istituti di istruzione, divertimenti, luoghi di socializzazione, infrastrutture culturali
- entro il 2030 ogni cittadino dovrà avere a meno di tre minuti a piedi (300 m) servizi di trasporto “green” e fermate di mezzi pubblici con frequenza almeno ogni 10 minuti nelle ore di punta e ogni 20 minuti nelle ore serali e festivi
- dovrà crescere la coesione, la società civile e l’interazione e collaborazione fra persone e cittadini e ricostituirsi il senso di comunità
Per metterlo in pratica, ecco alcune proposte operative:
- pedonalizzazione completa del centro storico
- Le piste ciclabili con precedenza sulle auto
- limite di velocità in città 30 km/h
- iniziative di veri blocchi totali (nessuno escluso eccetto mezzi di soccorso)
- incentivi all’efficienza energetica alle abitazioni
- limite di velocità a 110 km/h sulle autostrade che attraversano il territorio e a 70 km/h sulle strade extraurbane
- limiti alle emissioni del comparto ceramico di Sassuolo
- riduzione dei rifiuti alla fonte, campagne e ordinanze per limitare l’usa e getta,
- rifiuti zero: differenziata spinta, porta a porta, incentivi economici
- azioni per ridurre i rifiuti industriali
- stop aperture domenicali centri commerciali,
- carbon tax per cinema multisala, grandi eventi, fiere ed aperture straordinarie
Aggiungo, visti gli eventi meteo degli ultimi giorni: capovolgimento del piano-neve: prima si puliscono le vie secondarie, i vicoli, i marciapiedi (anche da parte dei proprietari), le ciclabili, i percorsi dei mezzi pubblici, le scuole, e quindi tangenziali e stradoni.
Peraltro, la riduzione citata, -40% emissioni entro il 2030, se fatta in tutt’Italia, si avrebbe un beneficio in riduzione delle spese sanitarie per le patologie da smog superiore ad una nuova manovra finanziaria.
A Sydney come dicevo ci sono già aperti i cantieri per obiettivi ben più stringenti di quelli che propongo, per cui ritengo che con la volontà politica siano obiettivi perseguibili. Ma come dice Al Gore, in America (e non solo, ndr) la volontà politica è una risorsa rinnovabile.
Tags: australia, cambiamenti climatici, emissioni, smog
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purtroppo le proposte riportate cozzano con la politica della città:grandi centri commerciali alle periferie,trasporti deficitari(si pensi all’Ospedale di Baggiovara),piste ciclabili con incroci pericolosi,ampliamento dell’inceneritore nonostante la raccolta differenziata,urbanizzazione in crescita ci vuole un cambiamento radicale di direzione direi
Si, si sta facendo esattamente il contrario di ciò che andrebbe fatto. Sinceramente non vedo grandi speranze,
se non cambieremo direzione finiremo esattamente dove siamo diretti
IEA, Energy outlook 2011
Direi utopia allo stato puro sia per quanto che la “politica” fa e vuole fare sia per la mentalità poco propensa a fare rinunce della gente.
Poi credere ai miracoli non costa niente….