Ieri si è inaugurata la più lunga e affollata assemblea di condominio: è “l’assemblea di condominio de pianeta terra”. Le “COP Conferenza delle Parti” sono un po’ questo, una sorta di enorme “riunione di condominio”, un condominio, la Terra, dove ci sono 192 appartamenti (gli Stati), 2 “appartamenti osservatori” (Palestina e Città del Vaticano) e una organizzazione di più appartamenti (l’Unione Europea), con ben 7 miliardi di inquilini. Gli inquilini parlano lingue diverse, hanno diverse culture, e partecipando si nota come gli inquilini degli appartamenti occidentali sono quasi indistinguibili, il giacca e cravatta di solito gli uomini, benchè il capo-condominio abbia esentato dall’obbligo di cravatta per risparmiare sull’aria condizionata. Gli inquilini di altri appartamenti invece si presentano con i loro abiti e costumi tradizionali.
A questa mega-riunione di condominio, che si tiene quest’anno a Durban, in Sudafrica, non partecipano ovviamente tutti gli inquilini ma i capi famiglia e i loro più stretti aiutanti (le delegazioni governative) ma vanno a guardare varie di inquilini, con la bellezza di 700 organizzazioni non gorvernative.
La “riunione di condominio del Pianeta Terra” credo renda bene l’idea di cosa si tiene e delle difficoltà a mettersi d’accordo: se non riusciamo a metterci d’accordo in una assemblea di condominio, figuriamoci in un condominio di 7 miliardi di abitanti con 194 appartamenti. La decisione però è importante: riguarda l’isolamento del Condominio Terra (detto anche effetto serra) per evitare che si surriscaldi troppo, e dobbiamo fare grandi investimenti e cambiamenti sull’impianto di riscaldamento, condizionamento ed elettrico, sui mezzi di trasporto e anche sugli “orti condominiali”. In gioco è il futuro del condominio-Terra stesso.
Anch’io, come molti, ero critico su questi grandi vertici fino a quando, a Copenhagen nel 2009, ho avuto occasione di andarci e capire meglio di cosa si tratta e chi ci va. Non ci sono solo ministri con voli di stato e funzionari con auto blu, ma anche e soprattutto gente di tutto, ma proprio tutto, il mondo , giovani che vanno a proprie spese o con lunghe marce e viaggi, popolazioni indigine, ecc. E dove hai l’occasione di parlare e fare domande a grandi personaggi o potenti del pianeta. Il ministro dell’ambiente della Germania, il presidente del Messico, e altri che si lasciano fare domande, non preparate, da chiunque; dove e quando può succedere? Solo alle COP ed è per questo che anche quest’anno, pur se a fatica per i costi e la distanza, andrò, a Durban, nella seconda settimana di negoziati.
Inquino col viaggio direte, ma non mi preoccuperei molto dell’inquinamento di questo evento, come alcuni dicono. Sono 20000 persone, che viaggiano ma per un evento all’anno, molto meno di una partita o di un concerto. Dei quali se ne tengono a decine ogni settimana se non più, poi, sulle conclusioni Si può discuture molto su quanto è stato finora (poco o niente) ottenuto e infatti nodi stanno venendo al pettine, con alcuni paesi in via di sviluppo che annunciano azioni dimostrative anche clamorose. Ma sparare sulle Nazioni Unite è come sparare sulla Croce Rossa. Hanno dei limiti, ma sono comunque importànti e indispensabili, pensiamo solo al WMO senza il quale non avemmo i dati e quindi le previsioni meteo o lo stesso IPCC su cui non a caso le lobbies si accaniscono per screditarla.
Dunque, dopo Copenhagen-Hopenhagen-Flopenhagen e Cancun-Can-YesCancunCan, è la volta di Durban: non so lo slogan, ma dato che il nome della città ricorda un dentifricio, speriamo renda l’aria più spendente e soprattutto più respirabile.

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