"spread CO2 di aprile 2012 a quota 396.18, a un passo dalla "soglia psicologica" di 400, e oltre la soglia scientifica di 350. Clicca per il dato aggiornato (fonte www.CO2now.org)
Tutti preoccupati dallo spread economico-finanziario, ma come sapete sono più preoccupato da quello della CO2: oggi mi ha colpitpo un twit di www.co2.org
CO2Now
ATMOSPHERIC CO2 may pass 400 ppm in April or May 2014. In April 2012, it was 396.18 ppm. http://t.co/dBGpZSLV #co2 #atmosphere #earth
Dunque la “quotazione” dell’anidride carbonica alla “borsa” dell’Isola di Mauna Lou ha raggiunto un livello ancor più alto ad aprile, ai massimi storici del periodo, e entro un paio d’anni si raggiungerà, come valore mensile, quota 400: preoccupante, sempre più pericolosamente vicino alla “soglia di pericolo politica” di 450 (ppm) e ben oltre il “tipping point” scientifico di 350 ppm. Ci sarebbero diverse cose “tecniche” da precisare (se si parla di CO2 o CO2 equivalente, del valore puntuale id un mese o del fit annuale…) ma il segnale è inquietante: lo “spread di CO2” è ormai a un passo dalla “soglia psicologica” di 400 ppm. E’ ora di agire, e non di chiacchiere.
Così ho raccolto alcune buone notizie: cresce la già completa ed efficiente, trasparente, in rete a disposizione di tutti rete radar meteorologi con un nuovo, sofisticato radar meteo, con il moderno sistema Doppler, sviluppato dalle Università e prodotto “nazionale”. In più, si punta alla conoscenza e consapevolezza sui cambiamenti climatici, con una campagna di “alfabetizzazione climatica”. In più sono previsti sette nuovi parchi eolici entro il 2020. Inoltre, preparazione contro eventi meteoclimatici catastrofici (uragani, ma non solo) e si ragiona in termini di adattamento per la difesa delle coste e suoi ecosistemi ( e popolazioni) dall’innalzamento del mare dovuto ai cambiamenti climatici.
Tutto questo non qui da noi ma a… Cuba: Hasta la meteo y el cambio climatico siempre!
E aggiungo che i cambiamenti climatici entrano in classe ma non “una tantum” grazie a pur lodevoli progetti e iniziative come mi capita di essere invitato, bensì nei programmi ministeriali fin dalle scuole elemantari. Ma siamo a… Giamaica: Climate change? dont’worry, be happy!
Il primo maggio, dopo la discussione di Trento “Che Tempo farà?”, sui meteorologi che farebbero “scappare i turisti”, ho fatto una (inquinante, necessariamente in auto ma ad “ecoandatura”) breve scampagnata sulle Dolomiti. A Trento al mattino pioveva, ma dalle webcam e dalle mie previsioni ho visto appunto che verso le Dolomiti il tempo era un po’ migliore (a riprova che, alla lunga, le previsioni meteo sono un vantaggio per tutti).
Questo è ciò che resta di quello che un tempo era l’incantevole Lago di Carezza : antropizzazione, cambiamenti climatici, fattori naturali, ecc. hanno lavorato sodo…
E’ pur vero che il lago è soggetto a repentini cambiamenti di livello, e con questo non voglio e non si possono trarre conclusioni; resta il fatto che qui siamo veramente ai limiti del “minimo vitale” degli ecosistemi ed in una stagione dove lo scioglimento delle nevi dovrebbe iniziare a riempirlo, ma di neve non ce ne è, in inverno ha scarseggiato e la poca che c’era se ne è già andata; tornerò, se riesco, a verificare la situazione quest’estate o il prossimo anno, devo farlo anche col Ghiacciaio del Grossglockner. Tra l’altro è appena uscito un post sul blog ASPO su Cambiamenti Climatici e laghi Alpini.
il lago di Carezza nel giugno 2010, dopo un inverno nevoso (Cortesia Ilca Salardi)
Sempre a Trento c’erano tante cose interessanti nell’ambito del Film Festival ; mi sono imbattuto in una serata con Maurizio Nicchetti che ha riproposto diversi filmati di Bruno Bozzetto: oltre alla genialità dell’artista, disegnati a matita, sono tutti ancoratremendamente attuali, anche sui cambiamenti climatici di cui allora poco si parlava ma già si sospettava.
Sabato è il climate impact day con iniziative anche in Italia: siamo probabilmente oltre il punto critico del climate change: prendo a prestito dunque due video, il più recente ma eloquente GOD che vedete sopra e lo straordinario pezzo del Bolero di Ravel che per l’occasione potrebbe intitolarsi: Cambiamenti climatici: Allegro ma non troppo, anzi per nulla .
Ieri ero a Trento a parlare di questioni più meteorologiche e di previsioni del tempo (poi vi racconterò) e oggi è il primo maggio, festa dei festa del lavoro e dei lavoratori e sto onorando la festa: il post è pubblicato automaticamente.
Già per Pasqua, Pasquetta e per il 25 aprile a seguito delle discussioni sull’apertura di negozi e centri commerciali volevo twittare un mio vecchio post sulla parola “consumatore”. Purtroppo il provvider del mio vecchio e primo blog ha sospeso il servizio e, bischero, cancellato tutti i post senza avvisare: alcuni, ma non tutti li avevo preventivamente salvati ma per fortuna ho buona memoria quindi cerco di riproporto aggiornato.
Dunque, dicevo, negozi e centri commerciali aperti e per aumentare dei consumi: la cosa oltre alle implicazioni sociali e sul lavoro ha aspetti anche ambientali e climatici. Come già ho detto, non credo possa esistere “crescita sostenibile” o “disaccoppiare emissioni e crescita” e “chi pensa possa esistere una crescita continua in un pianeta limitato o è un pazzo o un economista (Kenneth Boulding).
Ciò non toglie che quello che mi serve e a volte ciò che mi piace lo compro e lo faccio e non c’è nulla di male, anzi; se però vengo chiamato “consumatore” mi offendo. In quel post raccontavo che quando stavo acquistando una valigia per uno dei miei viaggi il commerciante mi disse “questo è il prodotto giusto per un consumatore attento come lei”.
Risposi “guardi che io la valigia la compro per usarla, non per consumarla!”. Immaginatevi la reazione… così gli spiegai che nel mio vecchio vocabolario della lingua Italiana che usavo a scuola (edizione del 1968) consumare è definito “ logorare coll’uso… distruggere, ridurre al niente” e “consumatore” indica come prima definizione “che distrugge, sciopone”. Oggi la definizione è cambiata, provate ad andare a vedere in un vocabolario più recente o in wikipedia; resta il fatto che quella valigia la sto ancora usando e si sono sono un po’ logorate (non consumate) le ruote. Chissà se si troveranno le ruote di scorta…ma quel che è certo è che non c’è il pianeta di scorta!
Come l’informazione meteorologica condiziona la scelta della destinazione turistica in montagna
Trento, 30 aprile 2012
Riassunto dell’intervento di Luca Lombroso, www.lombroso.it luca@lombroso.it
L’occasione della “bufala hannibal” (l’anticiclone africano che invece si chiama Ignaz) cade proprio a fagiolo per l’incronto di Trento del 30 aprile 2012: la meteorologia ha le sue regole, per i nomi come per gli strumenti, ma come molte regole, in Italia, pochi le rispettano. La confusione informativa, conseguenza anche della frammentazione della meteorologia italiana, amplificata dai media “mainstram”, ha fatto pensare a molti che arrivvasse l’estate mentre si trattava solo di una breve “fiammata”. A un messaggio a cui si diceva: @claritwit: La meteorologia non è una scienza esatta. La cui mia risposta è stata: @lucalombroso: perché, sono esatte la medicina o la finanza? Comunque oggi è esattamente come da previsione, almeno dei centri “seri”
Le previsioni meteo oggigiorno sono ormai così dettagliate da togliermi l’”effetto sorpresa” di alzarmi, aprire la finestra e dire: “oh, nevica!”. Ma allo stesso tempo gli utenti si aspettano sempre più, sempre bel tempo oppure “tempo a comando” e non accettiamo che esistano dei limiti, nel meteo come nel pianeta enelle risorse. Quando si dice “domani pomeriggio piove” mi capita di uscire al mattino e sentirmi dire “ma non dove piovere?”. L’Italia è lunga oltre 1000 km con vette fino a 4810 m e quindi le previ-meteo non sono riconducibili a un titolone; peraltro molte persone, dei giornali, leggono solo il titolo, appunto. L’esempio è proprio oggi, domenica 29 aprile, con 15°C e pioggia in Emilia e 27°C con vento e sole in Romagna: l’atmosfera è la fabbrica delle meraviglie!
L’interesse della meteorologia del resto è evidente da google: ho fatto una piccola, non certo rappresentativa ma eloquente con alcune parole chiave e ho trovato che ci sono più pagine alla volte “meteo” che sesso, religione, tasse e scuola! Ma bisogna stare molto attenti alle fonti: successo di visitatori, audience o fatturato pubblicitario non sono un indice di qualità. Il giornalista George Monbiot ha scoperto che un noto tabloid inglese si appoggiava a meteorologi… inesistenti, veri e propri “avatar” con nomi e volti inventati!
Non c’è dubbio dunque che l’informazione meteorologica, il tempo e il clima e i suoi cambiamenti, in corso e futuri, condizionano la scelta turistica. C’è sempre chi si avvantaggia e chi ne subisce un danno: riguardo ai cambiamenti climatici ne soffrirà il turismo invernale, ma ci saranno vantaggi, in montagna, per quello estivo. Riguardo al tempo (cosa diversa dal clima), è tutta da vedere cosa è “maltempo” o “bel tempo”: negli Stati Uniti il Mount Washington, nel New Hampshire, attira turisti e avverte gli escursionisti con lo slogan “luogo col tempo peggiore del mondo”.
Le previsioni meteo hanno un alto valore economico, e possono salvare vite. Con gli allerta, gli avvisi e l’informazione e la formazione. Spesso le previsioni meteo sono sottovalutate, con conseguenze drammatiche e questo paradossalmente è una conseguenza dell’alta precisione odierna, che può indurre a sottovalutare pericolosamente le previsioni o a usare prodotti meteo inadeguati. Le previsioni automatiche e quelle stagionali “lasciano il tempo che trovano”: è importante leggere sempre i bollettini testuali: insomma: leggere attentamente le previsioni prima dell’uso.
Nel medio evo i meteorologi venivano perfino messi al rogo, ancora oggi si parla di arresto in caso di errore in Sudafrica: se così fosse vi assicuro che “mollo tutto” e, ma personalmente accetterei invece volentieri una “multa” in caso di previsioni come qualcuno ha proposto in liguria se in compenso mi fosse riconosciuto una percentuale sui guadagni (o sui risparmi) per ogni previsione azzeccata. Alla lunga insomma le previsioni meteo sono un vantaggio per tutti e quest’inverno, con le previsioni neve, sarei diventato milionaro!
Sento ogni tanto dire che le “previsioni che fanno scappare i turisti”, ma è un dibattito sterile: più probabilmente i veri problemi del settore turismo sono : concorrenza, globalizzazione, crisi economica e soprattutto, subdoli ma inesorabili, cambiamenti climatici e picco del petrolio.
Il rimedio quindi dipende da noi: per clima e peak oil in cui “dipende da te” e per quanto riguarda le previsioni: dobbiamo sceglierci con oculatezza un “meteorologo di fiducia”, fra i servizi meteo istituzionali e/o fra figure di comprovata serietà e professionalità.
alluvione nel deserto Saudita da satellite: il 18 aprile, allagato (a sinistra) e il 9 aprile, a destra, prima dell’alluvione
La notizia mi ha talmente sorpreso che anziché un breve twitt merita un telegrafico post nel blog, giusto per riportarla. Strano ma vero, di per se i deserti possono essere una zona propensa ad alluvioni, ma quanto si vede dalle immagini dei satelliti NASA in EarthObservatory e le tragiche notizie con 18 vittime in Arabia Saudita e le drammatiche immagini riprese da alcuni siti e dall’agenzia giornalistica del Bahrein, al centro delle cronache anche per la “vera primavera araba) sono veramente impressionanti. Peraltro eventi meteoclimatici estremi o catastrofi naturali o indotte dall’uomo possono avere un ruolo determinante anche nell’innescare, o nell’evolversi di eventi socio-politici come diceva a Durban “l’ammiraglio contro i cambiamenti climatici”. Non ho trovato nessuna news nei siti italiani e nemmeno dati pluviometri, sarebbe interessante quanto è piovuto nel deserto.
Come al solito, sono”silente ma non dormiente”, anzi chi mi segue in twitter si sarà accorto che sono piuttosto attivo sul social network, che si rileva uno strumento utile ed efficace per diffondere e ricevere informazioni su meteo, clima e dintorni. Martedì scorso per esempio ho partecipato a un interessante seminario, con un intervento e in perfetto stile “multitasking” facendo anche live twittening con “hashtag” #faenza #3E durante il seminario stesso dal titolo
Economy Energy Ecology
tre concetti raccolti molto bene nell’immagine della locandina, schema ispirato al Manuale della Transizione: qualsiasi suluzione o azione, in sostanza, deve tener conto, inevitabilmente, di questi tre aspetti. Soluzioni che apparentemente buone per il cambiamento climatico, per esempio i biocarburanti si scontrano con le esigenze di terreno coltivabile conseguenti il peak oil. Analogamente le “tar sands”, le sabbie bituminose, sono disastrose sul fronte climatico.
Interessanti anche per me gli interventi precedenti al mio: si è parlato di rinnovabili, del problema del ridimensionamento incentivi del quindi conto energia, di eco-certificazioni, discusso dei pro e contro delle controverse biomasse e di diritto ambientale riferito a gas serra e sostenze “ozonolesive”.
Nel mio intervento sono andato abbastanza a ruota libera, con i consueti filmati e con un utile spunto: appena prima di iniziare infatti la blogger Nalalie Young, di “Panama Low Carbon”, ha rilanciato il link sulle tre cose che le imprese devono sapere sui cambiamenti ed eventi estremi:
Il pianeta si sta scaldando: 9 dei 10 anni più caldi sono avvenuti in questo principio di XXI secolo e il mese di marzo ha visto letteralmente stracciati molti record di caldo negli USA, ma anche in Italia.
Il clima sta diventanto più variabile: ce ne siamo accorti anche noi: il nevone a febbraio, marzo straordinariamente caldo, aprile fresco (ma nulla di anomalo) e ora imminente un’ondata di caldo quasi estivo per l’anticiclone subtropicale Ignaz; circola un altro nome, ma i nomi ufficiali sono dati dal Dipartimento di Meteorologia dell’Università di Berlino. Peraltro, della confusione informativa nella meteorologia ne parlerò presto a Trento.
aumentano gli eventi meteorologi estremi: alcuni esempi le alluvioni e opposte siccità in Corno d’Africa in Colombia, Australia e Stati Uniti
Le conseguenze sulle industrie e sul business sono inaspettate, non solo per i riflessi indiretti dei costi: gli eventi meteorologici estremi sono costati nel 2011 per l’economia statunitense, almeno 55 miliardi dollari secondo la NOAA , che di conseguenza gravano anche sul bilancio dello Stato, e da noi non va meglio, pensiamo ai tanti disastri dell’anno scorso a partire dalle alluvioni alle cinque Terre e a Genova. Gli eventi estremi possono però anche influire le catene di fornitura globali e la logistica. le inondazioni Bangkok e della Thailandia per esempio hanno condizionato la fornitura al mondo di dischi rigidi e memorie con perdite di profitto a causa del rallentamento produttivo in aziende come Intel e Apple. Tuttavia, le aziende devono fare di più per sviluppare strategie globali del clima non solo per ridurre le loro emissioni, ma anche per adattarsi a un mondo che cambia. Il cambiamento climatico non è più qualche minaccia lontana. E ‘ già in atto e gli effetti stanno diventando sempre più chiari. La frase storica finale però è della moderatrice dell’incontro, a cui seguirà un corso organizzato sempre da Dinamica Formazione, Antonietta Stinga: … innovazione, comunità, azione dal basso….
Non chiedere la strada a chi già la conosce ma a chi come te la sta cercando
Oggi è la giornata mondiale dell’acqua: ne ho parlato a Caterpillar AM e sta riscontrando interesse quanto ho segnalato nei social network: “Chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti, fare una breve doccia invece del bagno, regolare lo sciacquone evitando sprechi tutte buone cose ma i veri consumi di acqua sono altrove: conta di più rinunciare a un caffe che “nasconde” 140 litrindi acqua virtuale o riparare le scarpe dal calzolaio anziché buttarle, che fa risparmiare ben 8000 litri d’un colpo.
Ecco alcuni esempi di “acqua virtuale“, e il sito dove calcolare l’impronta idrica. Un mio follower twitter chiedeva l’acqua virtuale del pollo: a questa pagina scorrendo il mouse trovate un po’ di tutto, con le relative biografie scientifiche. Allucinanti i biocarburanti. E più in genere come il concetto di consumo e consumatore (ne parlerò presto), il nostro stile di vita alimentare andrebbero rivisti: l’Italia importa perfino, indirettamente, acqua: de localizzando una produzione oltre ai danni all’occupazione ci appropriamo così dell’acqua altrui.
E soprattutto il modello di sviluppo: piace questo video ai ragazzi e ai bambini, ma non vanno colpevolizzati loro per una doccia: quanta acqua si consuma per esempio con la cementificazione del territorio e i 14000 m2 di suolo che perde ogni giorno la sola Provincia di Modena?
Poi ci sono tante altre giornate mondiali, un po’ su tutto, quasi ogni giorno dell’anno su tante tematiche, non solo ambientali, tutte importanti. Su ogni tema però le giornate mondiali dovrebbero essere 365, quest’anno, bisestile, 366.
Infine, l’Unione Europea lancia un interessante video: Efficienza energetica: fare di più con meno. E’ pienamente primavera anticipata: spegnete dunque il riscaldamento domestico, ci pensa già quello globale. questi e altri gli spunti per la serata a Montese (MO) su I cambiamenti climatici in appennino – Le sfide e le opportunità per il futuro. Non mancate, Si parla del nostro futuro e di quello dei nostri figli… non dovremmo essere noi a preparare un mondo migliore per le generazioni future?
Il cambiamento climatico potrebbe accentuarsi e diventare irreversibile, con emissioni di gas a effetto serra globali che potrebbero registrare un aumento del 50%, principalmente ascrivibile a un innalzamento delle emissioni di CO2 legate all’energia dell’ordine del 70%. La concentrazione atmosferica di gas serra potrebbe raggiungere 685 parti per milione (ppm) entro il 2050. Secondo le proiezioni, la temperatura media globale potrebbe quindi amentare di 3 °C a 6 °C entro la fine del secolo, superando la soglia concordata a livello internazionale di 2 ° C rispetto ai livelli dell’economia preindustriale. Le azioni di mitigazione dei gas serra promesse dai Paesi firmatari degli Accordi di Cancun alla Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico, non saranno sufficienti per evitare l’innalzamento della temperatura globale oltre la soglia dei 2 °C, salvo che non si realizzino misure di riduzione delle emissioni molto rapide e costose dopo il 2020. Il superamento della soglia dei 2 °C modificherà i regimi di precipitazione, accelererà lo scioglimento dei ghiacciai e del permafrost, condurrà a un innalzamento del livello del mare e peggiorerà l’intensità e la frequenza di eventi climatici estremi. Tutto ciò contribuirà a ostacolare la capacità di adattamento delle persone e degli ecosistemi.
Queste catastrofiste previsioni, o meglio scenari, vengono niente meno che dall’OCSE, nel recente e interessante rapporto “Prospettive ambientali per il 2050 : le conseguenze dell’inazione” (sintesi in italiano) che ci detta anche la ricetta per le soluzioni:
Far sì che l’inquinamento sia più costoso rispetto alle alternative più compatibili con l’ambiente;
Attribuire un valore e un prezzo al capitale naturale e ai servizi ecosistemici;
Sopprimere i sussidi dannosi per l’ambiente;
Formulare regolamentazioni e norme efficaci;
Incoraggiare l’innovazione verde
Resto scettico sulla “crescita verde”: non credo sia possibile ridurre le emissioni garantendo la crescita economica, in ogni caso tanto si potrebbe fare. Purtroppo la sensazione è che stiamo andando nella direzione opposta. E, ripeto, se non cambiamo direzione finiremo esattamente dove siamo diretti.
Il negoziatore degli Stati Uniti, Tood Stern, impersonificato come Darth Veder di Guerre Stellari
l’intervento di Abigail, che che dice di parlare a nome degli USA e che il 2020 è troppo tardi
Le frenetiche 12 ore finali con il teatrino della discussione sulla proposta dell’Unione Europea,
il Venezuela che batte i pugni sul tavolo,
l’India che discute di cavilli nei termini giuridici del trattato fra “legal outcome” e “legal binding” ed equità, e minaccia di ridiscutere ogni singola parola
il Brasile che propone una mediazione scrivendo “outcame with legal force”
Il si della Presidente COP con il consenso di Cina, India e di “darth Veder” mediatore USA,
ma i giovani dicono “che diavolo di differenza c’è fra legal outcome e legal binding?
il negoziatore della Russia che dice che non capisce cosa sta succedendo ma che ha l’aereo dopo due ore (e io avevo il safari),
così dunque è deciso per la Presidente della COP 17:
Kyoto prosegue per altri 5 oppure 8 anni (si deciderà),
si promette un accordo globale nel 2020 (troppo tardi, dicono i giovani e io concordo),
si lancia il fondo verde per il clima (senza fondi, fa presente la Bolivia)
dunque tutti (gli Stati membri) felici e contenti perchè in modo trasparente si è salvato il Pianeta.
E così si va verso Rio plus 20, e giosce il Brasile.
"buone notizie: alla conferenza ssul clima del 2040 si è siglato un accordo forte e politicamente vincolante per tagliare le emissioni serra"
Questa mattina ho partecipato alla cerimonia di inaugurazione della stazione meteorologica di Marano Sul Panaro (MO). Ottima iniziativa: i dati sono l’ingrediente base per le previsioni meteo e le osservazioni sono fondamentali in un momento di cambiamenti climatici. Come scrisse Domenico Ragona, Direttore dell’osservatorio di Modena a fine 1800
“Noi dobbiamo essere ben lieti della nostra contribuzione in vantaggio della meteorologia, perchè trasmetteremo ai nostri posteri ciò che ci hanno lasciato i nostri antenati, cioè una miriade di osservazioni e un’immensa copia di documenti meteorologici”
Prima del taglio del nastro, si è svolto un incontro a cui hanno partecipato ragazzi delle locali scuole elementari e medie. Ho proiettato e illustrato i miei “quattro passi nel clima”ed anche il video della “ragazzina che zittì il mondo”, il celebre discorso di Severn Suzuky all’Earth Summit di Rio del Janeiro, nel 1992.
La spontaneità del discorso Severn, in una versione ben doppiata in Italiano, ha “bucato il video”, come si usa dire in gergo TV. I bambini e i ragazzi hanno fatto partire, spontanei, vari applausi in vari passaggi del celebre discorso. Il video ha colpito anche gli adulti e le autorità presenti. Abbiamo convenuto, tutti quanti, che i buoni propositi di allora di “sviluppo sostenibile” sono miseramente falliti.
Il prossimo giugno si terrà il summit del ventennale di Rio, chiamato “Rio 20 plus”, dove purtroppo non andrò; il viaggio è lungo, inquinante e, a proprie spese, costoso. Sarebbe importante, perché partecipando alle COP ho imparato a diffidare delle notizie che si leggono su quegli eventi (e non solo) su alcuni grandi quotidiani i cui giornalisti talvolta, gira voce, viaggiano a bordo degli aerei di stato di alcuni ministri o se ne stanno in spiaggia e poi raccolgono i comunicati stampa.
Sarei curioso di sentire cosa direbbe oggi ai potenti Severne Suzuky, se vi parteciperà. Quello che è certo è che
se non cambiamo direzione finiremo esattamente dove siamo diretti
Luca Lombroso, meteorologo, personaggio televisivo, conferenziere e divulgatore ambientale, all'Università di Modena e Reggio Emilia, gestisco l'Osservatorio Geofisico e sono vicepresidente dell'Associazione Foreste Per Sempre. Mi occupo di tempo, clima, ambiente ed energia e giro il mondo in lungo e largo per studio, svago e lavoro. Dal 2003 al 2007 ho partecipato a "Che Tempo Che Fa" condotto da Fabio Fazio su Rai 3 e ora sono conduttore di Lombroso Variabile su Class TV Msnbc. Sono protagonista e/o autore di vari filmati. Ho scritto vari libri, l'ultimo è "L'Osservatorio di Modena: 180 anni di misure meteoclimatiche" ed.SMS. Di recentissima uscita "Dipende da te, 101 cose da fare per salvare il pianeta e vivere meglio", Gribaudo.
per contatti scrivi a luca@lombroso.it
Questo blog
chi sono più o meno lo sapete, comunque il mio sito è www.lombroso.it Il mio precedente blog è rimasto piuttosto dormiente, ma credo sia giustamente ora di unire le forze e quindi entro volentieri ne “Il Cambiamento” e apro “clima e dintorni” dove da ora innanzi oltre a notizie varie sui cambiamenti climatici farò, quando possibile, la cronaca delle mie conferenze, serate, lezioni ecc.
per contatti scrivi a luca@lombroso.it